Infanzia: solo un bambino su quattro frequenta l’asilo nido (2)

(AdnKronos) – Sulla stessa lunghezza d’onda la relazione di Aldo Cerini, componente della Commissione ministeriale 0/6. “Non sarà facile concretizzare la riforma del sistema educativo 0/6 – ha affermato – perché attualmente l’offerta educativa è divisa in strutture molto diverse in un Paese dalle tante sfaccettature. I nidi destinati alla fascia 0/3, esperienza che ha grande valore educativo e pedagogico, oggi sono frequentati solo dal 23% dei bimbi. E tra l’altro con grandi oscillazioni che vanno dal 50% di utenza in alcune città del nord al 5% di alcune città del sud. I nidi hanno un costo molto elevato per i Comuni e per i privati riconosciuti, questo si traduce in una spesa troppo alta per i genitori. Gli investimenti pubblici previsti dal decreto 65, dunque, devono avere una priorità: abbattere le rette di iscrizione ai nidi per favorire l’accessibilità delle famiglie al servizio, soprattutto di quelle più in difficoltà”. Diversa la situazione delle scuole dell’infanzia per i bambini da tre a sei anni, che hanno tradizione molto più antica. “Oggi sono frequentate dal 95% dell’utenza complessiva – ha specificato Cerini – e l’obiettivo è di arrivare al 100%. Il 60% sono statali, il 10% comunali e il resto sono private. Qui il problema è garantire una buona qualità a tutte le strutture, a prescindere da quale tipo di gestione abbiano”.
“La regione Sicilia, ma anche Calabria e Campania, hanno fortissime criticità sulla fascia educativa 0-3. Sono tutte regioni che coprono meno del 10% dell’utenza mentre l’Europa ci chiede di allinearci al 33%. La Sicilia, poi, ha un altro primato negativo: è la regione con il più alto numero di scuole dell’infanzia con orario antimeridiano, cioé che non garantiscono l’orario fino a metà del pomeriggio. Qualche migliaio di persone potrebbero trovare occupazione implementando il servizio. In generale, ci sono molti sforzi ancora da fare, a tutti i livelli, per incrementare i servizi nell’educazione dell’infanzia”.
Tra le relatrici anche Arianna Saulini, di Save the children, organizzazione che oggi ha presentato il suo Rapporto sulla povertà educativa. “Abbiamo aggiornato l’indice sulla povertà educativa nelle nostre regioni – ha detto – e in Italia permane un grosso divario tra il nord e il sud del Paese con quattro regioni che sono il fanalino di coda, tra cui proprio la Sicilia. Per questo a Palermo la nostra organizzazione è presente con propri centri in due quartieri, allo Zen e alla Zisa, in collaborazione con i partner locali. Qui abbiamo avviato ‘Punti luce”, destinati a giovani dai 6 ai 16 anni, e spazi mamme, destinati alla fascia 0/6”.

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