Governo: Unimpresa, oltre 2 mesi persi minaccia per mezzo punto pil

Roma, 12 mag. (AdnKronos) – “Dalle elezioni del 4 marzo sono trascorsi oltre due mesi e il tempo perso è una seria minaccia per la ripresa dell’economia italiana: ne potrebbe risentire la crescita del prodotto interno lordo fino a rallentare di mezzo punto percentuale”. A pesare sull’andamento del pil, secondo stime del Centro Studi di Unimpresa, “potrebbero essere sia le riforme procrastinate sia gli interventi mancati per evitare alcune tagliole fiscali, a cominciare dall’incremento dell’Iva al 24% che, pur scattando dal 2019, corre il rischio di fiaccare la spesa in consumi e in investimenti già da quest’anno”.
Ma, sostiene Unimpresa, “sono sopratutto ci sono altri 30 miliardi di euro che saranno prelevati dalle tasche dei contribuenti grazie a una lunga lista di misure contenute nell’ultima legge di bilancio. Si tratta di trappole tributarie che faranno lievitare il gettito dello Stato: nella manovra approvata a fine 2017 sono contenute ben 27 voci, in qualche modo nascoste o comunque poco note, che portano complessivamente a far lievitare le entrate nelle casse dello Stato per complessivi 29,6 miliardi nel triennio 2018-2020. Una situazione complessiva, aggravata dalla paralisi del Parlamento e del governo, che potrebbe fermare la corsa del pil all’1% rispetto all’ottimistico 1,5% indicato nel Documento di economia e finanza approvato poche settimane fa”.
“Lo stallo istituzionale in cui il nostro Paese si è avvitato dopo due mesi di inconcludenti consultazioni fra i partiti politici ci preoccupa e non poco”, sottolinea il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara.

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