Governo: rebus premier, in M5S dubbi su nome terzo, torna ipotesi Di Maio

Roma, 11 mag. (AdnKronos) – Ieri era la soluzione, ma oggi inizia già a vacillare. Oltre a non avere un premier terzo nel cassetto -“di alto profilo, non un tecnico e con una chiara impronta politica” l’identikit tracciato- nel M5S crescono i dubbi sul nome da individuare per affidargli il mandato a formare il governo. E anche se la garanzia potrebbe essere quella di un ruolo forte di Salvini e Di Maio in una sorta di ‘triumvirato’ di fatto, il timore diffuso è che alla fine ci si trovi con una figura “difficile da gestire”.
Nell’incontro di oggi tra i due leader, assicurano i vertici 5 Stelle e dichiara lo stesso Di Maio al termine del faccia a faccia, non si è parlato di nomi. E i timori iniziano a serpeggiare nel Movimento: “la Lega il nome ce l’ha ma lo tiene coperto per non bruciarlo – ipotizzano dall’inner circle di Di Maio – oppure sono in alto mare come noi”. Ma la convinzione “è che non sarà questo il motivo di rottura”. Tutt’altro, “la speranza è di chiudere già domani a Milano, anche se dura possiamo farcela”.
Sembrerebbe messo da parte il nome di Giampiero Massolo, smentito dagli stessi vertici grillini, mentre in queste ore nel Palazzo si rincorrono boatos. Secondo fonti parlamentari del centrodestra, pur di uscire dall’impasse attuale, M5S avrebbe proposto a Salvini di fare un ‘passo di lato’ accettando di lasciare la premiership a Di Maio: in cambio la Lega otterrebbe un ‘pacchetto’ consistente di posti chiave, ovvero la ‘vicepresidenza unica’ o l’incarico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con deleghe pesanti (in pole ci sarebbe Giancarlo Giorgetti) e alcuni ministeri determinanti (Economia, Esteri e Interni). Ma la partita dei ministeri è ancora più confusa, dipendendo a cascata dalla scelta del premier e dalla collocazione dei due leader. (segue)

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