Governo: rebus premier, in M5S dubbi su nome terzo, torna ipotesi Di Maio (2)

(AdnKronos) – Sono comunque tanti i dubbi che animano il Movimento sul nodo della premiership. Ecco perché in molti, nei piani alti del M5S, vorrebbero che tornasse in pista lo stesso Di Maio. Nella scuderia 5 Stelle -fuori Di Battista e Fico- non c’è alcun nome spendibile a detta dei vertici. Guardando all’esterno, brucia una campagna elettorale giocata tutta su un premier “votato dal popolo”.
Senza contare che una figura troppo debole rischierebbe di tramutarsi in un premier ‘fantoccio’, ragionano nel Movimento, e un nome troppo forte potrebbe essere di difficile gestione. Soprattutto perché di ‘uomini forti’ il governo in gestazione ne ha già due, Di Maio e Salvini. Difficile dunque trovare il punto di equilibrio in una figura valida, “sarà lui a stringere la mano a Trump e a rappresentarci in Europa portando avanti le battaglie di un governo del cambiamento”, osservano in casa M5S. E Di Maio e Salvini faticheranno non poco a trovare un punto di incontro ragionevole: “lo scoglio più grande è tutto qui, su chi andrà a Palazzo Chigi”, confermano dal Movimento.
E la partita dei ministeri, a ben guardare, è legata a doppio nodo a quella della premiership: finché non sarà chiaro il ruolo dei due capi politici difficile riempire la caselle più importanti. Per i quali, stando ai rumors, resta in piedi l’ipotesi del vicepremierato e di due ministeri forti, presumibilmente Esteri (Di Maio) e Interni (Salvini).

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