Giro d’Italia – Froome trionfa, ma Fanini non ci sta: “ci troviamo di fronte a figli e figliastri”

Foto Massimo Paolone - LaPresse

Ivano Fanini e la partecipazione di Chris Froome al Giro d’Italia: il patron del team Amore e Vita non ci sta

E’ Chris Froome il vincitore del Giro d’Italia 101. Dopo la favolosa impresa di Bardonecchia, il britannico del Team Sky è riuscito a difendere la maglia rosa, nella tappa di ieri, da un pericoloso Tom Dumoulin, assicurandosi quindi la vittoria.  Oggi la passerella a Roma, dove Froome sfilerà trionfante, ma c’è ancora chi non riesce ad accettare che il corridore britannico abbia potuto partecipare alla corsa rosa dopo lo scandalo doping in cui è rimasto coinvolto..

Foto Fabio Ferrari – LaPresse

Abbiamo in maglia rosa un soggetto che, a volerla dire tutta, al Giro non avrebbe dovuto esserci. Abbiamo in gara un ciclista al quale è stata riscontrata positività ad un controllo antidoping nel corso della Vuelta di Spagna 2017 (che ha vinto) . E’ risultato aver assunto un antiasmatico, il Ventolin, in un dosaggio di salbutamolo ben oltre i limiti consentiti. Attenzione: non nega di averne fatto uso, ma si difende dicendo di non aver fatto nulla di male. Insomma, era malato e doveva curarsi. Infatti sventola la solita esenzione terapeutica che consente agli atleti l’utilizzo di prodotti aventi anche effetto dopante“, ha infatti dichiarato Ivano Fanini, patron della squadra Amore e Vita. 

froome

Foto Gian Mattia D’Alberto – LaPresse

Doveva essere sospeso, com’è successo ad altri suoi colleghi? La normativa antidoping, articolata, confusa ed incoerente non costituisce un punto fermo su cui fondare una risposta. Insomma, in materia di doping, e nel Ciclismo in particolare, come avrebbe detto il Manzoni è un vero guazzabuglio. Si sono calpestati, tra l’altro principi di eguaglianza nell’applicazione delle norme, di etica e di dignità esclusivamente in nome del dio danaro. Ancora una volta, nel ciclismo ci troviamo di fronte a figli e figliastri. E non è una bella cosa. Quanto a far entrare Sir Chris Froome, per la vittoria nel tappone alpino, nella storia del ciclismo, a parer mio meglio lasciar perdere“, ha concluso Fanini.



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