F1, Raikkonen e il futuro in Ferrari: “non decido io, ma non devo dimostrare più niente”

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Kimi Raikkonen ha parlato del proprio futuro con la Ferrari, sottolineando come sia una decisione che non dipenda da lui

Il futuro ancora tutto da scrivere, un Gp di Montecarlo da provare a vincere per mettere un mattoncino fondamentale in vista del rinnovo. Kimi Raikkonen ha voglia di stupire, la gara in programma nel Principato è l’ennesima chance per ribadire la propria competitività, dopo la sfortuna avuta in questo inizio di stagione.

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Battere Vettel in pista non sarà per niente facile, ma il finlandese non sembra preoccuparsene, sottolineando invece ai microfoni della Gazzetta dello Sport tutta la stima per il compagno di squadra: “ricordo che l’ho incontrato dopo una gara, abbiamo cominciato a parlare e alla fine ci siamo lasciati con la promessa che avremmo viaggiato qualche volta in aereo assieme per andare ai gran premi. Da allora siamo diventati amici, e il nostro rapporto è ancora più stretto da quando corriamo per la Ferrari. Seb è diretto e sincero, come credo di essere anch’io, inoltre ama la normalità, altra cosa in comune. Fra noi c’è un rapporto aperto, senza segreti. Ho legato con lui più che con qualsiasi altro compagno di squadra. Non si trovano piloti così in giro. Fra noi non ci sono mai stati screzi. Se succede qualcosa, ne parliamo con onestà e si va avanti. Prendete Montecarlo: io ero dispiaciuto per il mio risultato, visto che potevo vincere, ma non ero arrabbiato né con Seb né con la squadra. Qualcuno invece ha scritto che ero scontento per il fatto che avesse vinto lui. Una cosa ben diversa. Anche a Singapore, quando ci siamo scontrati al via, in realtà non è stato un incidente fra noi due, perché era coinvolto anche qualcun altro“.

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Raikkonen poi non si sbottona sull’argomento futuro: “me lo sono sentito chiedere sempre nelle ultime stagioni: resti o no? Non sono io che decido, dipende dal team. Loro sanno esattamente che cosa voglio. Non sarei in F.1, se non mi divertissi. Non devo dimostrare più niente. Il piacere di correre è l’unica cosa che mi trattiene in questo mondo, dal momento che farei volentieri a meno di tutto quello che vi ruota intorno, anche se è parte del gioco. Le emozioni e l’impegno che ci metto sono gli stessi di quando ho debuttato. Stare a Maranello, con quell’atmosfera, i colori e la passione, mi ha fatto capire fin dal primo giorno di essere in un team diverso da tutti gli altri“.

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