F1 – Gp di Spagna: ecco l’analisi tecnica della Brembo del circuito di Barcellona

Gp di Spagna Photo4 / LaPresse

Dall’11 al 13 maggio il circuito di Barcellona sarà teatro del Gp di Spagna che rappresenta il 5° appuntamento del Mondiale 2018 di Formula 1

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Ai raggi X l’impegno dei sistemi frenanti delle monoposto di Formula 1 al Circuit de Barcelona-Catalunya. Dall’11 al 13 maggio il Circuit de Barcelona-Catalunya ospita il 5° appuntamento del Mondiale 2018 di Formula1. Situato al Montmeló, è stato inaugurato il 10 settembre 1991 e 19 giorni dopo ha ospitato il primo Gran Premio di Formula1. A febbraio e marzo la pista catalana è stata teatro di 8 giorni di test durante i quali le monoposto hanno percorso in tutto oltre 37 mila km. Un perfetto banco di prova per i nuovi impianti frenanti di Brembo. Il livello di aderenza della pista è sempre molto elevato, come confermato dall’usura dei pneumatici. Il forte vento, colpevole dell’uscita di pista di Fernando Alonso nei test del 2015, unito ad un rettilineo principale di 1.047 metri e di altri più piccoli permettono uno smaltimento termico efficace tra una frenata e la successiva. Secondo i tecnici Brembo, che hanno classificato le 21 piste del Mondiale, il Circuit de Barcelona-Catalunya rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni.

L’impegno dei freni durante il GP

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Malgrado un tempo sul giro inferiore di 13 secondi alla pista di Sochi, la differenza nell’uso dei freni ammonta a poco più di mezzo secondo: nel GP Russia si frena per 13 secondi al giro, nel GP Spagna per 12,5 secondi al giro. La percentuale di impiego dei freni in gara ammonta al 16 per cento, valore fatto segnare anche dal GP Bahrain. La media sul giro delle decelerazioni massime è di 4,5 g mentre l’anno scorso era di 4,2 g a dimostrazione della maggiore coppia frenante di cui dispongono le monoposto attuali. A braccetto con l’aumento stagionale della coppia frenante dovrebbe crescere l’energia dissipata in frenata: durante l’intero GP ogni monoposto dovrebbe dissipare 178 kWh, equivalenti al consumo orario di 3 grandi discoteche di Ibiza. Dalla partenza alla bandiera a scacchi i tecnici Brembo hanno stimato che ciascun pilota affronta circa 530 frenate, esercitando un carico totale sul pedale di 69 tonnellate e mezzo. In altre parole, ciascun pilota esercita un carico di oltre 7 quintali al minuto, cioè poco meno del peso di una monoposto, pilota incluso.

Le frenate più impegnative

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Delle 8 frenate del Circuit de Barcelona-Catalunya 2 sono classificate come impegnative per i freni, 4 sono di media difficoltà e 2 sono light. A differenza di altre piste, però, non c’è nemmeno una curva in cui i freni sono impiegati per meno di un secondo. La staccata più impegnativa è quella alla curva 10: le monoposto scendono da 308 km/h a 86 km/h con una frenata di 2,32 secondi durante i quali percorrono 58 metri, cioè meno della larghezza del campo da gioco del Camp Nou. Per riuscirci i piloti sono chiamati ad esercitare un carico di 148 kg sul pedale del freno e subiscono una decelerazione di 5,2 g che era quella provata negli anni Sessanta dagli astronauti della Nasa con un angolo di rientro sulla Terra di 3 gradi. Inferiore decelerazione si registra alla prima curva. Le monoposto arrivano però a 317 km/h e frenano in soli 1,51 secondi durante i quali percorrono 43 metri. Significativa anche la frenata alla curva 4 perché in appena 37 metri le monoposto passano da 291 km/h a 153 km/h.

Prestazioni Brembo

Oltre la metà (20 su 38) delle edizioni del GP Spagna sono state vinte da monoposto dotate di freni Brembo. Dieci di queste sono attribuibili alla Ferrari che dal 1996 ha vinto 8 volte a Barcellona. Nel 2016 ha invece trionfato Max Verstappen con la Red Bull, diventando così il primo 18enne ad aver vinto un GP.

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