Dalla passione per il ciclismo a quella per il Manchester United, Yates e la sua vita da tifoso: “avevo l’abbonamento all’Old Trafford”

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Simon Yates parla della sua famiglia e del suo Giro d’Italia da leader della classifica generale: il britannico racconta le sue passioni in un’intervista

Simon Yates sta mettendo in mostra in questo Giro d’Italia le sue indiscutibili capacità da ciclista. L’attuale maglia rosa della corsa italiana e punta di diamante del team Mitchelton-Scott sta dettando legge nella competizione giunta alla sua decima tappa. Il britannico riuscirà ancora a mantenere il suo primato nella classifica generale o cederà il passo a qualche altro big? Prima di capire se può essere davvero lui il vincitore di questo Giro d’Italia 2018 proviamo a conoscerlo meglio. Simon Yates ha parlato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport delle sue passioni e delle sue possibilità di vittoria alla corsa rosa. Il 25 enne ha incominciato l’intervista parlando del padre sportivo: “papà John ora è in pensione, prima faceva il tuttofare in una ditta  ed era un “runner” appassionato, correva le maratone. Ma ha avuto problemi a un ginocchio e come tanti ha cominciato a pedalare. Poi è caduto, e nel periodo di stop è andato a trovare degli amici al velodromo di Manchester, non lontano da Bury dove sono nato e dove i miei ancora vivono. Ha portato me e Adam, credo avessimo 6-7 anni. Abbiamo amato quell’atmosfera e il fine settimana successivo già pedalavamo in pista”.

8 tappa del giro d'italia

Gian Mattia D’Alberto/LaPresse
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Raccontando ancora della sua famiglia, Simon parla del gemello Adam, anche lui ciclista.  “Non sono la persona più adatta per dirvi come distinguerci – asserisce il corridore della Mitchelton-Scott –. Io le differenze le percepisco chiaramente. Mamma Susan lavora come impiegata nella società delle Autostrade. Io, come papà, sono appassionato di maratone. E di calcio. Tifo per il Manchester United e quando vivevo a Bury (ora è di stanza ad Andorra, ndr) avevo l’abbonamento all’Old Trafford per tutta la stagione”. Parlando del Giro d’Italia poi il ciclista analizza il suo percorso. “Non sono sorpreso da me stesso, – dice Yatesnon stiamo esprimendo valori così eccezionali in salita. Non so se il percorso di quest’anno mi favorisca, per essere davvero a mio favore ci dovevano essere zero chilometri a cronometro! Potrei perdere 3 o 4 secondi al chilometro da Dumoulin nella crono, ma ho fiducia che sia io sia la squadra (Chaves è secondo a 32”, ndr) continueremo ad esprimerci al massimo fino a Roma. Abbiamo lavorato per questo, io mi sono allenato di più sulle salite lunghe. Ma già la tappa di domani (oggi, ndr) potrebbe risultare molto insidiosa. Ho messo in conto di attaccare, perché ho bisogno di più vantaggio. Il ciclismo è uno sport che sa essere pazzo, non si decide tutto a tavolino. Prendete la tappa dell’Etna, non era previsto che Chaves andasse in fuga e neppure era pianificata la mia azione nel finale”.

nona tappa del giro d'italia

Fabio Ferrari/LaPresse

Sul confronto con il connazionale Bradley Wiggins poi Yates ammette: “il paragone in un certo senso ci può stare, ma non fino in fondo. Bradley era fortissimo nell’inseguimento e nelle cronometro, io per niente. Mi sarebbe piaciuto andare a caccia dell’oro olimpico, ma la corsa a punti è uscita dal programma. Per la verità ho sempre avuto in mente la strada e i grandi giri, ho perso 5-6 chili, sono molto diverso rispetto a quando andavo in pista. Ma continua a piacermi tantissimo e del resto non escludo di ritornarci, un giorno. Così come mi è sempre piaciuto il Giro d’Italia, lo guardavo sempre in televisione. Amavo quelle tappe con i grandi attacchi in salita”.

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