Berlusconi: politica e giustizia, 24 anni di processi e polemiche/Adnkronos

Milano, 12 mag. (AdnKronos) – La storia politica di Silvio Berlusconi è legata a quella della giustizia: una trama lunga 24 anni e che ha un inizio preciso: il 22 novembre 1994. Quel giorno, l’allora capo del governo, mentre presiede la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla criminalità transnazionale, riceve un invito a comparire dalla Procura di Milano che indaga sulle tangenti alla Guardia di finanza. E’ il via a una serie di inchieste, processi, scambi di accuse e scontri frontali tra il leader politico e le ‘toghe rosse’.
Dalle indagini su Fininvest e Mediaset, al Lodo Mondadori, fino al caso Ruby dove è ancora sotto processo, da Milano arriva ora la sua ‘riabilitazione’. Il Tribunale di Sorveglianza ha cancellato tutti gli effetti della condanna per il processo sui diritti tv Mediaset e l’incandidabilità imposta dalla legge Severino. “Con una sentenza assurda e criminale mi hanno reso incandidabile”, le parole usate dal leader di Forza Italia nell’ultima campagna elettorale. Oggi se si tornasse alle urne, il Cav potrebbe candidarsi alle elezioni. Sullo sfondo, però, per chi si è definito un perseguitato della giustizia, restano ancora le aule giudiziarie.
Il primo interessamento della giustizia risale al 1983 quando la Guardia di finanza segnala un suo presunto coinvolgimento – inchiesta poi archiviata – in un presunto traffico di droga con la Sicilia. La prima condanna, invece, è del 1990: la Corte d’appello di Venezia lo dichiara colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla lista P2, ma il reato è estinto per l’amnistia. Per le tangenti alla Gdf per alleggerire le verifiche alle società Mondadori, Mediolanum, Videotime, Telepiù, viene condannato in primo grado a 2 anni e 9 mesi ma in appello scatta la prescrizione.

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