Volvo Ocean Race, la flotta si è ricompattata: ecco il resoconto di queste ultime ore di navigazione

Vestas 11th Hour Martin Keruzore/Volvo Ocean Race

La flotta della Volvo Ocean Race si è ricompattata e i distacchi adesso sono minimi. Ecco il resoconto dettagliato delle ultime ore di navigazione

Jeremie Lecaudey/Volvo Ocean Rac

Nelle ultime 48 ore praticamente tutte le barche hanno giocato le loro carte, allineandosi sull’asse est-ovest e prendendo l’opzione che ritengono potranno farle entrare nel vento favorevole degli alisei. Team Sun Hung Kai/Scallywag ha scelto di stare più a ovest degli avversari, posizionandosi a circa 120 miglia dalla costa brasiliana. Quaranta miglia più al largo, sullo stesso parallelo, c’è Turn the Tide on Plastic che è la barca più a est e che spera di essere la prima a entrare nel nuovo vento nelle prossime 24 ore. In posizione di mezzo, con un lievissimo vantaggio, si trova Vestas 11th Hour Racing che ha rubato la leadership a Turn the Tide on Plastic al rilevamento delle ore 15. La skipper di Turn the Tide on Plastic, Dee Caffari ha dichiarato che il suo team è disposto a perdere qualcosa a breve termine contro un miglior posizionamento rispetto al nuovo vento:

“ieri si trattava di perdere qualcosina per guadagnare sul lungo periodo. E’ quello che ho detto ai ragazzi quando abbiamo deciso di stare a est. Oggi stiamo rispondendo il meglio possibile a una serie di formazioni nuvolose. Sotto alcune l’aria gira e altre portano solo più vento. Speriamo che quest’ultime siano solo per noi, così potremo accelerare rispetto agli avversari sotto la nuvola. Incrociamo le dita per un po’ di fortuna in questa tappa. Crediamo che, salvo le formazioni di nuvole, di poter prendere del margine su queste mura.”

Team AkzoNobel, dello skipper olandese Simeon Tienpont è stato uno dei team che hanno approfittato delle nuvole durante la notte, sorpassando sia Team Brunel che Scallywag. Chris Nicholson ha spiegato:

 “come si gestiscono le nuvole può fare una grande differenza. Abbiamo guadagnato molto su Vestas e MAPFRE e poi abbiamo perso tutto sotto una nuvola. Se si naviga in linea retta e nella stessa aria non c’è una grande differenza di prestazioni fra i team, il fattore decisivo è passare indenni sotto le nuvole.”

Intanto su Team Brunel, il pensiero dell’equipaggio è anche rivolto al prossimo passaggio dell’Equatore, il quarto in questa edizione del giro del mondo. Come noto le tradizioni marinaresche stabiliscono che le matricole debbano fare un’offerta al dio Nettuno per ingraziarselo. A bordo di Brunel la sola rookie è la velista australiana e medaglia d’argento olimpica Nina Curtis e i suoi compagni stanno già pensando a quel momento. Brunel Bouwe Bekki:g ha spiegato:

“Nina sta preoccupando un po’ pensando a Nettuno, anche se mancano ancora dei giorni. I ragazzi la stanno un po’ prendendo in giro, speriamo non le taglino tutti i capelli…”



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