Un addio doloroso, Sabatini schietto: “l’Inter è il massimo, ma a certe condizioni non potevo essere utile”

Sabatini LaPresse/Massimo Paolone

Walter Sabatini ha parlato della sua esperienza all’Inter, svelando i motivi che lo hanno spinto a lasciare Suning

inter icardi

Lapresse

Un’avventura finita male, una parentesi che non ha regalato le giuste soddisfazioni a Walter Sabatini, scottato per l’addio a Suning. L’ex coordinatore tecnico di Inter e Jiangsu è tornato a parlare dei motivi che lo hanno spinto a prendere questa decisione, confermando come si sia trattata di una scelta molto difficile da prendere:

“Una scelta dolorosissima, perché l’Inter è il massimo dal punto di vista professionale. A certe condizioni non pensavo di poter essere utile ad una squadra che merita un lavoro diverso da quello che avrei potuto sviluppare qui. Ho creduto di non poter assecondare i desideri dei tifosi. Ma non essendoci i presupposti ho preferito ringraziare Suning. Ma qui non avrei potuto fare il mio calcio né contraccambiare fino in fondo la fiducia, per le procedure e il modo di affrontare la vita del club che non erano affini al mio modo di sviluppare questa attività. Chiedo scusa ai tifosi dell’Inter per questo. Spalletti? E’ una garanzia per centrare la Champions League, io lo definisco il dirimpettaio della follia. Ma il calcio senza un pizzico di follia non si gioca, non ha senso. Non servono geometri o personaggi che pongono un’attenzione maniacale sulle cose. Spalletti vive il calcio come arte, con una sofferenza incredibile ed è un allenatore importante”.

Walter Sabatini si sofferma poi anche sulla Roma, sua ex squadra giunta quest’anno in semifinale di Champions League dopo aver eliminato niente meno che il Barcellona:

“La Roma la sento ancora mia, ci sono 9/11 dei ragazzi che nel tempo sono stati acquisiti. Non è una storia estemporanea, ma un lavoro a monte che è stato fatto. La Champions League? Li seguo con grande affetto e anche con la consapevolezza che potrebbero produrre un risultato leggendario. Me lo auguro con tutto il cuore. Se sto tessendo il mio futuro? Io sopporto il mio futuro, sarò pronto a qualsiasi nuova possibilità che mi sarà data, perché sono un uomo che senza calcio perde l’orientamento nella vita. Ho bisogno di una priorità e la mia priorità è il calcio”.

Valuta questo articolo

Nessun voto.
Please wait...


FotoGallery