Nibali perfetto alla Freccia Vallone, lo Squalo racconta i chilometri finali: “l’idea era di rendere la corsa dura”

vincenzo nibali Gian Mattia D'Alberto/LaPresse

Vincenzo Nibali racconta la strategia utilizzata nei chilometri finali della Freccia Vallone, la seconda classica delle Ardenne

vincenzo nibali

LaPresse/ Fabio Ferrari

Vincenzo Nibali ha provato a dare tutto alla Freccia Vallone dimostrando di essere in ottima forma per la Liegi-Bastogne-Liegi, in programma domenica 22 aprile. Il capitano della Bahrain Merida, a 50 chilometri dal traguardo della seconda classica delle Ardenne, ha provato ad attaccare il gruppone formato da Alaphilippe, Haig e Tangert e alcuni corridori della Lotto Soudal provando a staccarli. Alla fine Vincenzo Nibali non è riuscito nell’impresa di trionfare alla Freccia Vallone (corsa vinta da Julian Alaphilippe della Quick Step Floors) e ha chiuso fuori la top 20. Il ciclista della Bahrain Merida ha spiegato alla ‘rosea’ cosa è successo nei chilometri finali della classica delle Ardenne e quale è stata la tattica utilizzata:

“quasi 50 chilometri full gas, una cronometro. Era lunga andare all’arrivo, lo sapevo. Abbiamo tenuto sempre il ritmo molto alto, ma dietro il gruppo non ha mai mollato. La tattica era giusta perché Gasparotto, molto più esplosivo di me, faceva l’arrivo. L’idea era quella di cercare di rendere la corsa dura, ci siamo riusciti. Venti secondi ai piedi del Muro bastano e non bastano. Poi qui, dopo mesi particolarmente freddi, abbiamo trovato il primo vero caldo della stagione e anche quello ha influito. Un po’ abbiamo sofferto”.

A quattro chilometri dal traguardo, Vincenzo Nibali ha provato ad accelerare cercando di sgranare il gruppo, ma purtroppo per il gruppone dei contrattaccanti lo ha recuperato. Il capitano della Bahrain Merida ha spiegato:

“c’era una curva a destra con uno spartitraffico. Era il punto dove al passaggio precedente era già caduto Mate. Ho frenato e ho fatto la curva all’interno, Haig è venuto giù come un missile, lo ha saltato e mi ha preso qualche metro. Poi per rientrare c’era vento contro”.

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