Natalie Portman rifiuta Nobel ebraico

Gerusalemme, 20 apr. (AdnKronos) – Fa discutere l’annuncio di Natalie Portman di non volersi recare in Israele per ricevere il Genesis Prize, il Nobel ebraico. L’attrice e regista, che ha la doppia cittadinanza israeliana e americana, ha fatto sapere che “gli ultimi eventi in Israele sono stati per lei estremamente dolorosi e che non si sente a suo agio a partecipare ad eventi pubblici in Israele”. La sua scelta arriva mentre continuano gli scontri con i manifestanti palestinesi sul confine di Gaza, contro i quali cecchini dell’esercito israeliano hanno sparato anche con pallottole vere. La Genesis Foundation ha deciso allora di cancellare la cerimonia per evitare di politicizzare il premio, “cosa che – spiega – abbiamo cercato di evitare negli ultimi cinque anni”. Ma le polemiche non sono mancate, con la destra israeliana che ha duramente attaccato l’attrice.
LE CRITICHE – La ministra della Cultura Miri Regev ha accusato la Portman di essersi schierata con chi boicotta Israele. “Nathalie, un’attrice ebrea che è nata in Israele, si è unita a coloro che vedono il meraviglioso successo della rinascita d’Israele come ‘una storia di tenebra e tenebra’”, ha detto, parafrasando il titolo del libro “Una storia d’amore e di tenebra di Amos Oz”, dal quale la Portman ha tratto un film da lei diretto. Un deputato del partito Likud, Oren Hazan, si è spinto fin a chiedere la revoca della nazionalità israeliana della Portman.
IL PREMIO – La Portman ha ricevuto in premio un milione di dollari dalla Fondazione, a cui si aggiunge un altro milione versato dal filantropo israeliano Morris Khan. L’idea della fondazione è che i premiati possano scegliere a quale iniziativa benefica versare la cifra ricevuta. La Portman aveva detto di volerla devolvere a organizzazioni che difendono la causa delle donne. Al momento non è chiaro se la somma verrà comunque versata all’attrice. Il premio viene conferito alle persone “che servono d’ispirazione alla prossima generazione di ebrei attraverso i loro successi professionali e l’impegno verso i valori ebraici e il popolo ebraico”.

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