36 anni e non sentirli – Gasparotto a SportFair: “l’Amstel Gold Race regala sensazioni indescrivibili, è pura adrenalina”

enrico gasparotto

Dopo il bellissimo podio all’Amstel Gold Race, Enrico Gasparotto a SportFair racconta le sensazioni provate nella prima classica delle Ardenne

Enrico Gasparotto a 36 anni è riuscito a regalare emozioni a tutti i suoi tifosi all’Amstel Gold Race. Il ciclista italiano ha chiuso in terza posizione dietro solo a Michal Valgren dell’Astana e Romain Kreuziger della Mitchelton Scott. Il friulano nei chilometri finali della Classica delle Ardenne ha attaccato il gruppo formato da Julian Alaphilippe, Peter Sagan e Alejandro Valverde intuendo che sul Keuterberg poteva fare la differenza. Enrico Gasparotto nella ‘classica della birra’ è stato l’unico italiano ad essere in piena forma e a dimostrare che l’età nel ciclismo non conta nulla. Ai microfoni di SportFair, il corridore della Bahrain Merida ha raccontato come è nata l’idea di attaccare nei chilometri finali dell’Amstel Gold Race e ha dato qualche consiglio a Vincenzo Nibali per conquistare la Liegi-Bastogne-Liegi.

Quali sono state le sensazioni provate durante l’Amstel Gold Race?

“Sono state belle emozioni e sensazioni perché ho avuto all’Amstel un’attitudine che non mi è consona. Normalmente sono un’attendista, mentre qui ho aggredito dall’inizio alla fine”. 

Come è nata l’idea di attaccare il gruppo formato da grandi corridori come Sagan, Valverde e Alaphilippe negli ultimi chilometri dell’Amstel Gold Race?

“L’idea di attaccare nasce dal fatto che non essendoci più il Cauberg nel finale, come nei due anni dove ho vinto, la tattica di corsa è completamente cambiata e si poteva già capire dall’edizione passata che la miglior difesa è l’attacco. Ho ritenuto opportuno che sul Keuterberg, una delle salite più impegnative dell’Amstel Gold Race, si poteva attaccare e quando ho visto Kreuziger, un mio caro amico ed ex compagno di squadra, andare in fuga l’ho seguito anticipando Sagan, Alaphilippe e Valverde”.

Nel 2012 e nel 2016 hai trionfato in questa classica. Quale delle due vittorie sei più legato e perché?

“La vittoria del 2016 è speciale perché arriva dopo due anni di militanza alla Wonty Groupe Gobert, una squadra Pro Continental. La squadra non ha le potenzialità di un team ProTour, e nonostante insieme ai miei compagno abbiamo realizzato un lavoro egregio. Sono riuscito a commemorare la memoria del mio compagno (Antoine Demoitié ndr) che alla Gand-Wevelgem è morto per un incidente”. 

Sui social hai scritto un bellissimo messaggio poco dopo l’Amstel Gold Race. Cosa significa salire per la quarta volta sul podio della classica delle Ardenne?

“A 36 anni ogni secondo che vivi lo assapori al meglio. Ho già vissuto altre tre volte queste emozioni e sensazioni positive. Queste emozioni mi danno una grinta incredibile e una grande forza per approcciarmi in queste classiche. Le sensazioni mi regalano grande adrenalina e sofferenza sportiva per continuare ad amare questo sport”.

Tu che sei un abile corridore da classiche, che consigli puoi dare a Vincenzo Nibali in vista della Liegi?

“Un corridore come Vincenzo di consigli c’è ne deve dare a noi! Il nostro rapporto è buono, abitiamo vicino e credo che Vincenzo domenica debba cogliere l’attimo giusto. Un momento preciso dove possa vincere una classica che ancora gli manca”.

Nel tuo calendario in programma c’è il Giro d’Italia o il Tour de France?

“Sono tra gli undici nomi della lista del Giro d’Italia, ma ancora gli otto corridori ufficiali non sono stati per ora comunicati. Attendo notizie dal team”.

Sonny Colbrelli può diventare un corridore abile per le classiche?

“Se parliamo di classiche del pavé e simili alla Milano-Sanremo posso dire che Sonny possa davvero dire la sua al Giro delle Fiandre, all’E3 Harelbeke, una Gand Wevelgem e anche all’Amstel Gold Race. Una Freccia Vallone e una Liegi-Bastogne-Liegi sono corse troppo difficili perché Sonny è un corridore di sostanza”. 

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