Di Maio: “Contratto a due o niente”

Roma, 19 apr. (Adnkronos) – “Siamo disponibili anche a considerare non ostile un sostegno da Fi e Fdi” ma “il governo si forma su un contratto firmato da due persone, da me e Salvini”. Così il capo politico M5S Luigi Di Maio al termine delle consultazioni con Elisabetta Alberti Casellati.
“Non ci si può chiedere di ricominciare da capo con tavoli” che già durante la fase per le presidenze delle due Camere “non abbiamo condiviso. Non si può pensare che tre forze politiche, più la nostra, contrattino ministri e sottosegretari, immaginate a che era politica si torna…” dice Di Maio.
“Con tutta la buona volontà a collaborare – rimarca – nulla per me è perduto e nulla si chiude, ce la metteremo tutta, ma non possiamo andare oltre certi limiti. Se poi mi si chiede di sedermi a un tavolo con altre tre forze politiche, Di Maio, Salvini, Berlusconi e Meloni per concordare un programma di governo e personalità che vengono dalle singole forze politiche, voi capirete che è molto complicato per noi digerire questo scenario”.
“Siamo pronti al dialogo ma non oltre certi limiti già tracciati – ribadisce – noi siamo il Movimento 5 Stelle, ci sono questioni che sono poste da noi da sempre. Negarlo sarebbe ipocrita o tradirebbe i nostri elettori”.
FI: DA M5S PROVA DI IMMATURITè – A stretto giro arriva la nota di Forza Italia: ‘Il supplemento di veto pronunciato dal Movimento 5 Stelle dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio, il rifiuto di formare un governo. Si tratta dell’ennesima prova di immaturità consumata a danno degli italiani. Il centrodestra unito e Forza Italia hanno invece dimostrato di essere pronti e compatti nella volontà di dare le risposte che il Paese necessita”.
PD – Interviene anche il Pd. “Stiamo assistendo a un balletto tutto tattico sulla pelle degli italiani. Di Maio ha sdoganato Forza Italia con una scelta che è quella di aprire una trattativa indiretta attraverso l’intermediazione di Salvini – dice Ettore Rosato – Noi restiamo in attesa di sapere le conclusioni della presidente Casellati sulle consultazioni fatte”.



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