Dalla mountain bike al sogno Liegi, Alaphilippe vuole la ‘Doyenne’: “per trionfare ci vuole fortuna”

Julian Alaphilippe AFP/LaPresse

Julian Alaphilippe della Quick Step Floors vuole conquistare la Liegi-Bastogne-Liegi, la ‘Doyenne’ della Classica delle Ardenne, in programma il 22 aprile

Julian Alaphilippe

LaPresse\Jeff Pachoud

Julian Alaphilippe ha conquistato con grande merito la Freccia Vallone, dimostrando di essere un abile corridore per le Classiche delle Ardenne. Il ciclista della Quick Step Floors ha rotto gli induci a meno di 600 metri dall’arrivo, e metro dopo metro, ha recuperato tutti i corridori davanti a lui. Dopo 20 anni un transalpino è riuscito a conquistare la Freccia Vallone: ultimo successo era targato da Laurent Jalabert. Domenica ci sarà la Liegi-Bastogne-Liegi e il ciclista della Quick Step Floors è uno dei candidati per la vittoria della gara che conclude la campagna delle classiche delle Ardenne. Julian Alaphilippe, prima di diventare un corridore da strada, ha iniziato la sua carriera con la mountain bike, come confessato alla ‘rosea’:

“ci andavo ogni giorno, per me era un divertimento. Un giorno mio padre mi iscrisse in un club di Montluçon e ho cominciato ad allenarmi. La prima corsa a 13 anni, con una bici vecchissima, perché i miei genitori non avevano i soldi per comprarmene una come si deve. Ricordo anche quanta fatica facevano a trovare il denaro per comprare i ricambi: certe cose non si dimenticano. Da junior mi sono dedicato al cross: vinsi la Coppa del Mondo e l’argento mondiale. Il cross è stato la mia scuola, ho iniziato con quello, mi ha insegnato la tecnica e l’abilità di guidare la bici. Ma soprattutto mi ha insegnato a sopportare la grande sofferenza, il dolore. Le gare sono uno sforzo molto intenso. All’epoca non avrei mai pensato di dire addio al fuoristrada per dedicarmi alla strada, invece è successo. Ora però non lo pratico, al massimo d’inverno prendo qualche volta la mountain bike. Se un giorno tornerò a gareggiare in questa disciplina sarà per puntare seriamente alla vittoria, ora mi limito a seguire le gare in tv durante il periodo delle vacanze. Le stagioni sono già lunghissime. Quando avevo 18 anni prima di firmare con i dilettanti dell ‘Armée de Terre ho fatto il meccanico di biciclette. Nel mio paese c’era un negozio che cercava un giovane e io volevo guadagnare qualche soldo”.

Julian Alaphilippe oltre al ciclismo è un grande appassionato di musica. Il padre è stato in passato ex direttore d’orchestra e questa passione è giunta anche al francese. Il francese svela un particolare retroscena:

“sono sempre a blocco e ogni tanto mi serve una pausa. Vado a orecchio, da giovane ho studiato solfeggio ma non mi piaceva, non mi divertiva”.

Domenica Julian Alaphilippe potrebbe vincere la Liegi-Bastogne-Liegi e affermarsi definitivamente nel panorama ciclistico. Dopo la bella prestazione alla Freccia Vallone battendo corridori di spicco come Valverde, Nibali, Gilbert e Sagan, il francese potrebbe dire la sua e conquistare la ‘Doyenne’. Il ciclista della Quick Step Floors ha spiegato che tattica utilizzerà per la Liegi-Bastogne-Liegi:

“ci vuole anche fortuna, ma voglio vincere la Liegi. È un piacere vedermi lì con Valverde, Nibali, Kwiatkowski, Gilbert, il compagno da cui ho imparato di più. Però il mio obiettivo non è stare con loro. Il mio obiettivo è tenerli dietro, batterli”.



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