Ciclismo – Fabio Aru e il Giro d’Italia, un amore pronto a consolidarsi: “credo di aver l’età giusta per vincere”

fabio aru Massimo Paolone/LaPresse

Fabio Aru sarà al via al Tour of the Alps per allenarsi in vista del Giro d’Italia: il ciclista della UAE Team Emirates è pronto a dare battaglia

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Fabio Ferrari/LaPresse

Dopo tanto allenamento in Spagna, Fabio Aru tornerà a competere in corsa. Il ciclista della UAE Team Emirates parteciperà al Tour of the Alps, mini gara a tappe valida per la Ciclismo Cup (campionato che assegnerà una wild card per il Giro d’Italia 2019). Il calendario della maglia tricolore è stato concentrato per farsi trovare pronto per il Giro d’Italia, obiettivo principale per la squadra diretta dalla famiglia Saronni. L’ultima vittoria del team diretto dall’ex campione italiano in una grande corsa a tappe italiana appartiene a Michele Scarponi nel lontano 2011 (trionfo acquisito dopo la squalifica di Contador ndr). Quest’anno sembra l’occasione giusta per la UAE Team Emirates, con Fabio Aru che potrebbe davvero regalare un grande successo alla squadra araba. Il ciclista italiano manca dal Giro d’Italia da 3 anni (nel 2015 ha chiuso in seconda posizione dietro solo ad Alberto Contador) e ha voglia di conquistare la maglia rosa. A TuttoSport, il campione italiano ha spiegato quali saranno i suoi obiettivi al Tour of the Alps e le sue motivazioni in vista del Giro d’Italia:

“ho bisogno di tornare e di testarmi in gara dopo la caduta del Catalunya: la gamba i faceva molto male ma per fortuna sono riuscito a non perdere troppi allenamenti. Mi aspetta la sfida con Froome ma la partecipazione è decisamente qualificata, sarà una corsa interessante. Torno al Giro dopo tre anni e per me è cambiato quasi tutto. Ho vinto una Vuelta, ho corso due Tour, ho vestito la maglia gialla… Sono diventato un corridore molto più attento in corsa: so tenere meglio la posizione in gruppo e prendo le discese stando davanti. Sembrano dettagli, ma sono fondamentali. Così come lo è l’allenarsi con la bicicletta da cronometro: andare forte in questa specialità è fondamentale per la corsa alla maglia rosa. Mi alleno per provare a vincere sempre. E credo di avere l’età giusta per raccogliere quello che ho seminato in questi anni: a 27 anni un ciclista entra nella fase migliore della propria carriera. Il fisico è maturo e l’esperienza è adeguata. Tra Giro, Vuelta e Mondiale, a fine stagione voglio una maglia nell’armadio”. 

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