Volley, Nazionale Femminile – Mazzanti e il rischio dei social per le atlete: meglio staccare lo smartphone durante i ritiri?

Mazzanti FILIPPO RUBIN

Le riflessioni del ct azzurro a poco più di un mese dall’inizio dei lavori dell’Italvolley femminile. Staccarsi dai social network può aiutare a costruire la forza della Nazionale?

Nel pieno del rinnovamento della Nazionale femminile che dal 19 Aprile  sarà impegnata nella preparazione dei prossimi Mondiali giapponesi, Mazzanti ha riflettuto e fatto riflettere  su un problema complesso e che ha molte sfaccettature. In un periodo in cui sarà richiesto alle atlete convocate massima concentrazione ed impegno fisico e psicologico, le azzurre potrebbero infatti trarre beneficio dal distaccarsi dai propri social per evitare di distrarsi ma anche per proteggersi da giudizi e da commenti, a volte espressi a ruota libera, che possono avere ripercussioni non positive sul loro benessere psicologico. Il ct marchigiano, che già in precedenti occasioni aveva consigliato alle giocatrici di non seguire personalmente i propri canali ufficiali, ammette apertamente “Io ho sempre sofferto i giudizi nei miei confronti”. D’altronde, una buona porzione delle convocate farà anagraficamente e/o psicologicamente parte di  una generazione per la quale i social sono entrati nella quotidianità e per la quale l’interazione su Facebook, Instagram e Twitter, soprattutto in un momento di pressione psicologica, può anche essere una risorsa, un mezzo per rilassarsi.

Alle ragazze ho detto che alla fine siamo sempre noi a stabilire che cosa ci può fare male. E che come tutte le tentazioni, anche i social possono dare dipendenza, bisogna essere bravi a gestirli.” Probabilmente alle azzurre sarà quindi richiesto di mantenere un certo distacco dallo smartphone e di limitare l’uso dei social network.Ma le osservazioni di Mazzanti evidenziano anche un problema su cui il mondo sportivo, e non solo, sarà sempre più chiamato a trovare delle risposte efficaci: la necessità di proteggere gli atleti, in particolar modo quelli impegnati nelle Nazionali, che diventano simboli per molti e, qualche volta, bersagli per alcuni.

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