“Resti, o vai?” – Gli Spurs in ginocchio da Kawhi Leonard: lo spogliatoio si spacca ma “San Antonio non tanka”… o forse sì?

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I San Antonio Spurs si sono riuniti per chiedere a Kawhi Leonard di tornare a giocare: la situazione intorno all’infortunio della stella dei texani si fa sempre più torbida

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Qualcosa in casa Spurs sembra essersi rotto. All’interno della perfetta macchina orchestrata ad arte da coach Popovich sembra non funzionare più qualche automatismo. Il rendimento di 42-30 piazza gli Spurs al sesto posto ad Est, con solo 3 vittorie di vantaggio sui Nuggets, prima squadra a restare fuori dal lotto delle qualificate ai Playoff. Difficoltà alle quali la franchigia texana non è di certo abituata. La postseason, dopo tempo immemore, sembra essere a rischio e, a dirla tutta, potrebbe trattarsi anche di un rischio ‘calcolato’, dovuto ad un problema interno alla squadra che risponde al nome di Kawhi Leonard. ESPN riporta di un incontro dell’intero roster con l’ala nero-argento: un faccia a faccia ricco di tensione e con interventi di tutti i giocatori, Tony Parker in testa, che hanno chiesto a Leonard, con toni anche abbastanza accesi, quali fossero le sue intenzioni per il futuro. Insomma:

Kawhi sei infortunato? Torni per la regular season? Torni per i Playoff? Kawhi… Torni?

Leonard

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Leonard ha sofferto di un problema al quadricipite che gli ha permesso di giocare solo 9 partite in stagione e ha difeso strenuamente la linea, concordata con la dirigenza, di un recupero lento e che non preveda alcun rischio. Dal canto suo, Leonard non ha fatto nulla per mostrare la volontà di tornare in campo ed aiutare gli Spurs, tanto in regular season quanto nei Playoff, nonostante la richiesta dei compagni. Sappiamo che Leonard e la società texana hanno avuto qualche problema legato al rinnovo del contratto e la volontà di Leonard di fare di tutto per ritardare il suo rientro potrebbe dipendere anche da questo. La franchigia non vorrebbe dare il massimo salariale ad un giocatore al rientro da un brutto infortunio (quello post contatto con Pachulia), o quantomeno non vorrebbe farlo adesso, senza garanzie, vista l’assenza di quasi una stagione dal parquet. Leonard si sente un top player e vuole essere valutato come tale, che sia a San Antonio o da un’altra parte. La lunga assenza, la mancanza di notizie, nessuno che sappia effettivamente quale sia il suo futuro e l’incredibile situazione in cui una fra le più gloriose franchigie NBA, ostaggio di un rinnovo, dovrà (forse) affrontare i Playoff senza il suo uomo migliore, ne sono una diretta conseguenza.

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Esistono gli Spurs con Kawhi Leonard e gli Spurs senza Kawhi Leonard. In mezzo c’è tutta la differenza del mondo, c’è uno status che cambia, un progetto da appallottolare e gettare nel cestino e un bottone con su scritto ‘rebuilding’ da premere. “San Antonio non tanka”, vero. Ma forse in Texas non aveva capito che il problema di Kawhi fosse più grave di un semplice quadricipite. In quel caso, qualche pensiero in più ad una rifondazione ci sarebbe stato sicuramente  e la situazione attuale non sarebbe così caotica. Il sesto posto attuale (mantenuto con 5 successi di fila) è figlio di un limbo decisionale che imprigiona i nero-argento: giocare una postseason senza Kawhi e senza speranze, o provare a retrocedere almeno fino alla 10ª e racimolare qualche scelta discreta al Draft da unire agli assets ottenuti con la cessione estiva di Leonard. Non è un vero tank, ma ci somiglia e mancano 11 partite per decidere. San Antonio non tanka”, ma Kawhi Leonard resta?

 



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