Inter, senti Icardi: “110 milioni per il mio cartellino sono pochi. L’offerta del Napoli? Ecco la verità”

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Intervistato dalla rivista ‘Undici’, Mauro Icardi ha parlato della sua valutazione e del suo radicato legame con l’Inter

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Icardi – LaPresse/AFP

Il traguardo dei 100 gol in serie A tagliato nel match con la Sampdoria, quattro reti per salire a quota 103 e caricarsi sulle spalle un’Inter che aveva maledettamente bisogno del suo capitano. Mauro Icardi è tornato, la partita contro la Sampdoria lo ha dimostrato, levando via la ruggine da quegli ingranaggi tornati a lavorare a pieno regime. Il numero 9 nerazzurro adesso si gode qualche giorno di relax vista la mancata convocazione da parte dell’Argentina, ma non allontana la sua mente dai suoi obiettivi, parlandone nel corso di un’intervista alla rivista ‘Undici’:

“Fare gol è importante ma essere il capitano dell’Inter è la mia missione, sono orgoglioso di tutto questo: per me non è difficile, ho la personalità per farlo. A volte mi arrabbio ma non per dire a qualcuno che è scarso, casomai per gli atteggiamenti: l’anno scorso a marzo, dopo la sosta per le nazionali, siamo tutti tornati un po’ persi. Sono interista da quando ero piccolo, alla PlayStation sceglievo l’Inter perché c’era Adriano. Voglio vincere con questa maglia, è troppi anni che non accade. Più di tutti mi hanno voluto qui Massimo Moratti e Piero Ausilio. Dici che 110 milioni di euro di clausola sono pochi? Vedendo questo mercato forse hai ragione. Ma in società sanno quello che voglio, siamo tutti molto tranquilli, Per quanto riguarda l’offerta del Napoli, è successo un po’ un casino ma sono sempre stato tranquillo, sempre dato tutto per l’Inter. Cosa non rifarei? Penso il libro, una cosa brutta per tutti. Comunque è un discorso chiarito, la gente ci vuole bene e io voglio il bene della squadra e dei tifosi: siamo fortunati ad avere una tifoseria così”.

Mauro Icardi ha poi sottolineato come il suo desiderio sia sempre stato quello di giocare con l’Argentina, nonostante abbia ricevuto in passato le chiamate di Spagna e Italia:

“Sia l’Italia che la Spagna hanno provato a convocarmi ma ho sempre voluto solo la maglia Albiceleste e ce l’ho fatta. Quando mi ero fatto biondo per uno show, mi sono subito tagliato i capelli perché poco dopo avrei avuto il ritiro con la nazionale e non volevo presentarmi completamente rasato. Le critiche di Maradona? Gli ho già risposto, basta”.



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