Indian Wells – Djokovic, un piccolo sorriso nella sconfitta: “eliminazione? Non è colpa del gomito. Vi spiego cosa ho provato nella mia testa”

LaPresse/Reuters

Novak Djokovic analizza il ko al primo turno contro Daniel in conferenza stampa: il tennista serbo ha ricevuto segnali positivi dal suo gomito ma ha riscontrato qualche problema psicofisico

Il primo match di Novak Djokovic ad Indian Wells era uno fra i più attesi dell’intero tabellone. Il tennista serbo avrebbe fatto il suo esordio dopo diversi mesi di assenza e un’operazione al gomito per curare l’infortunio che lo teneva fermo dallo scorso Wimbledon. Un esordio ufficiale che aveva il sapore più di un test match: vedere come risponde il braccio, il fisico in generale e soprattutto la testa. I segnali sono stati discordanti: al netto della sconfitta contro Daniel, Nole ha però ricevuto risposte positive dal suo gomito che non sembra dare problemi. Diverso invece l’aspetto psicofisico, come spiegato dal tennista in conferenza stampa:

“Dio ci pone sempre di fronte a delle sfide, ma è una buona cosa, c’è sempre una ragione per tutto ciò che accade nella vita. Non risponderò a nessuna domanda relativa alla mia operazione, tutti possono leggere il comunicato che ho condiviso alcune settimane fa. Ci sono tutte le informazioni di cui hanno bisogno. Mi piacerebbe congratularmi con il mio avversario per il suo spirito e per come ha lottato durante tutta la partita, anche se è anche vero che mi è sembrato come se fosse la mia prima partita sul circuito, senza alcun ritmo. È stato molto strano, non mi sono sentito bene, ma sono felice di essere tornato a gareggiare dopo l’operazione. Ho bisogno di tempo. Ero un po ‘nervoso, ho commesso un sacco di errori non forzati, non sono stato in grado di mostrarmi sicuro dalla linea di fondo e con il rovescio, il mio colpo capitale, sono stato un disastro. Ci ho pensato e mi è sembrato inspiegabile. Ma non mi aspettavo di essere qui a questo punto, dal momento che l’intervento chirurgico è stato solo 5-6 settimane fa, ma sono riuscito a recuperare molto rapidamente. Le aspettative in questo torneo erano nulle. Gli allenamenti sono diversi ovviamente dai match ufficiali. Soprattutto mentalmente. Neanche in allenamento ho giocato bene. Se è per via della paura di farmi male o del dolore? No, ma avendo giocato quattro match in nove mesi sto ancora lottando dentro la mia mente, se sono in forma o meno. E anche se non hai dolore, ci pensi, perché è una sensazione che hai avvertito per più di due anni”

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