F1 – Questa Mercedes fa paura, Hamilton euforico dopo i test: le parole del britannico spaventano la Ferrari

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Pur non avendo mostrato il reale potenziale della propria monoposto, Lewis Hamilton svela come la nuova Mercedes sia molto più veloce di quella dello scorso anno

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Oltre mille giri nel corso delle due settimane di test, 4.841 km percorso con una sola power unit, più di 500 rispetto ai 4.324 km della Ferrari. La Mercedes viaggia come un treno, confermando i pronostici di questa pre-stagione che vede il team campione del mondo come il favorito per la vittoria di entrambi i titoli mondiali. Lewis Hamilton si gode la crescita della W09 e mette in guardia i propri avversari, a partire da Sebastian Vettel, nemico numero uno nella corsa al quinto iride. Il pilota britannico appare entusiasta del livello raggiunto dalla Mercedes, svelando particolari importante che sottolineano una crescita esponenziale della monoposto di Brackley:

“Comincio ogni stagione come la prima volta, con la stessa fame di vincere il Mondiale, anche se sono meno giovane ed è sempre più dura mantenersi al vertice. Mi sento più forte dell’anno scorso, mi sono allenato tantissimo fisicamente e sono pronto ad affrontare un’altra montagna. Guardo a Federer, alla costanza con cui supera ogni barriera ed è riuscito a tornare numero uno, oppure a Kobe Bryant, rimasto al top così a lungo, e li considero fonti di ispirazione. Anche se il mio nipotino tifa per Messi. Una lotta a tre con Ferrari e Red Bull? Sarebbe bello per lo sport e per i tifosi. Ma io non faccio giochi mentali con Vettel e con nessun altro, penso solo a vincere. Non vedo l’ora di correre in Australia. Non abbiamo lavorato sulla prestazione assoluta, ma sui problemi della vettura 2017, per eliminarli. Io e Valtteri ci siamo divisi il lavoro, perché quando guidi troppo e sei stanco, rischi di fare confusione. Nel mio ultimo run della simulazione ho girato in 1’19” con gomme medie, un tempo che mi è valso la pole un anno fa. Questa macchina è un passo avanti rispetto alla precedente: facevo in pieno la curva 3 e 9 come non mi è mai capitato con nessun’altra vettura. E anche io mi sento più forte come pilota. Non esiste il giro perfetto. C’è sempre qualcosa che puoi migliorare in ogni curva. E guai se non fosse così, perché altrimenti non proverei più piacere a guidare e questo diventerebbe solo un lavoro”.

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