Ciclismo, il Presidente UCI sempre attivo sui casi Moscon e Froome: ecco le ultime novità

David Lappartient

Il Presidente dell’UCI, David Lappartient, svela le ultime novità sui casi che coinvolgono Chris Froome e Gianni Moscon 

Il Presidente dell’UCI, David Lappartient, ha una grande conoscenza delle radici del ciclismo. Il francese ha visitato il Museo di Alessandria, sede storica dell’Uci dal 1900 al 1912, ed ha letto molti libri che hanno fatto la storia del mondo delle due ruote. Un tuffo nel passato che Lappartient ha voluto fare per capire come il ciclismo si sia evoluto negli anni. Alla ‘rosea’ il Presidente dell’UCI ha raccontato la sua esperienza:

“ho divorato libri sulla storia della bici. E mi stupisco sempre di quale sia la conoscenza della storia del ciclismo, quando ne parlo con qualcuno. Mi fa molto piacere essere in luoghi come questo, abbiamo bisogno di musei che ci ricordino la forza e la potenza di questo sport, e l’Italia è una grande patria della bicicletta. Il ciclismo e la sua storia sono di quanto più prezioso abbiamo. Non possiamo mai dimenticarci da dove siamo venuti”.

Tornando al presente, David Lappartient sta ancora cercando di capire come risolvere lo spinoso caso di Chris Froome. Il ciclista del Team Sky è stato trovato positivo al salbutamolo durante l’ultima edizione della Vuelta di Spagna, ma non è stato ancora squalificato. La WADA non ha preso una decisione su questa situazione che probabilmente andrà per le lunghe. David Lappartient ha spiegato il suo punto di vista:

“quando finirà? Non lo so, a essere onesti. Spero il più presto possibile, ho detto che spero prima del Giro, ma non credo e non sono sicuro che questo sia possibile. Noi stiamo spingendo per averlo prima possibile e questa sarebbe la cosa migliore per il corridore, il team, gli organizzatori, l’Uci. Ma il caso riguarda anche aspetti tecnici. Non è così semplice e serve tempo. Posso capire che i tifosi vogliamo avere un risultato, ma abbiamo procedure precise all’Uci, e dobbiamo seguirle per la credibilità del nostro sport. Non sono autorizzato a parlare più di tanto, per rispettare il codice Wada. Il caso è al Lads, il servizio legale antidoping Uci, dove si confrontano i nostri avvocati e quelli del corridore: stanno discutendo. Vogliamo la sentenza prima del Giro, e se ci riusciamo è perfetto, ma non ne sono sicuro. La procedura è lunga, bisogna rispondere alle domande, si devono leggere i documenti, entrambe le parti hanno avvocati forti, il caso è molto più complicato di uno normale”.

Per cercare di velocizzare la risoluzione del caso è stato coinvolto il giudice monocratico del tribunale antidoping dell’UCI. Il suo compito sarà quello di capire cosa sia successo alla Vuelta di Spagna senza tralasciare nessun dettaglio. David Lappartient oltre al caso Froome, si sta occupando anche della diatriba tra Gianni Moscon e Sebastien Reichenbach della Groupama FDJ durante l’ultima edizione della Tre Valli Varesine. Tra i due ciclisti ci sarebbe stato un contatto con la caduta dello svizzero prima della discesa finale della corsa italiana. Il presidente dell’UCI ha spiegato la situazione: 

“so che il 9 aprile la commissione disciplinare Uci ascolterà il corridore, chi lo accusa e anche eventuali testimoni. Si confrontano due situazioni opposte: o bianco, o nero”.

Per la prima volta nel ciclismo è stato sperimentato il VAR. Alla Milano-Sanremo l’italiano Gianluca Crocetti è stato l’addetto che ha visionato tutti i contatti tra i vari corridori. David Lappartient è felice di questa innovazione:

“è la nostra prima innovazione. Se resti in macchina, puoi vedere soltanto una parte della corsa. Con la video-assistenza, il commissario può avere più occhi. Siamo partiti con questo pullmino noleggiato: il giudice aveva sette schermi sui quali vedeva le immagini di due elicotteri, quattro moto e la diretta tv, e c’era un tecnico per aiutarlo. Mi sono complimentato con Crocetti. Ora stiamo preparando il nostro pullmino, sarà pronto prima del Giro e lo proveremo al Romandia. È un investimento da 80 mila euro”.



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