Atletica – Mondiali Indoor: solo tre salti per Donato nella finale di Birmingham

Fabrizio Donato Gian Mattia D'Alberto

Campionati Mondiali Indoor: solo tre salti per Fabrizio Donato 

Si chiude prima del previsto la finale del salto triplo per Fabrizio Donato ai Campionati Mondiali indoor di Birmingham, in Gran Bretagna. La sua gara dura in pratica solo pochi secondi. Quelli necessari, purtroppo, per scomporsi nel primo tentativo ed infortunarsi. Il capitano azzurro non trova lo stacco giusto (è lontano una ventina di centimetri dall’asse di battuta, complice una rincorsa che parte dalla curva) ma balza lo stesso. Nell’atterrare dopo lo step, appoggia male il piede che non completa l’azione del jump. La prova viene misurata a 15,96. È un movimento innaturale: il piede si torce e Donato, tornato a sedere, sfila subito la scarpa e prova a limitare i danni. Torna in pedana ma è palesemente limitato nell’azione, al punto che il secondo tentativo non viene completato. L’azzurro richiede l’intervento dei sanitari di campo, si fa bendare la caviglia, e si ripresenta stoicamente in gara. Ma ciò che ne risulta è una nuova prova nulla. La classifica lo vede terminare al 14esimo posto. Oro allo statunitense Will Claye, il favorito della vigilia, che deve però impegnarsi allo stremo per superare (17,43 contro 17,41) il brasiliano Almir Dos Santos; il bronzo va al collo del portoghese Nelson Evora, indietro di un solo centimetro rispetto alla seconda piazza (17,40). Era la settima partecipazione alla rassegna iridata in sala dell’infinito campione azzurro, bronzo olimpico nel 2012, ancora in pedana in un evento internazionale a 41 anni e mezzo. “Non credo nella sfortuna. Al primo salto purtroppo ho impattato violentemente con il tallone – dichiara Donato – ho provato a fasciarlo ma era quasi impossibile appoggiare il piede per terra. Peccato, mi sentivo veramente bene, però nella discesa dalla curva mi scappava sempre il primo appoggio e correvo male. Nulla da recriminare, ce l’ho messa tutta, anche se speravo in un Mondiale diverso. Ho le idee chiare: gli Europei di Berlino sono vicini, si riparte”. Sui 60 ostacoli, non superano il turno eliminatorio i due atleti italiani impegnati, entrambi con lo stesso crono e lo stesso piazzamento: 7.81 per il quinto posto in batteria di Hassane Fofana, che a conti fatti è il primo escluso dalla semifinale, e di Paolo Dal Molin.

Spettacolari le finali della serata, con nove titoli in palio. L’uomo-jet è Christian Coleman, il quasi 22enne compatto statunitense che sfreccia in 6.37 sui 60 metri, ad appena tre centesimi dal suo recente record mondiale, davanti al cinese Su Bingtian che scende a 6.42 e al connazionale Ronnie Baker, 6.44. Finalmente d’oro nei 60 ostacoli Kendra Harrison (USA), la primatista all’aperto, che manca il limite indoor di soli due centesimi con 7.70. Nell’asta la statunitense Sandi Morris sale fino a 4,95 per il suo primo oro, dopo due argenti iridati e uno olimpico, poi tenta senza successo il record del mondo a 5,04. Battuta la favorita greca Stefanidi, terza a 4,80, anche dalla russa Sidorova che coglie l’argento con 4,90. Doppietta nel mezzofondo per l’etiope Genzebe Dibaba, che aggiunge il titolo dei 1500 in 4:05.27 a quello dei 3000 conquistato nella giornata di apertura. Nell’eptathlon solo cinque punti separano il francese Kevin Mayer (6348) e il canadese Damian Warner (6343), mentre nei 400 terzo oro consecutivo per il ceco Pavel Maslak (45.47) dopo la squalifica per infrazione di corsia dello spagnolo Husillos e del dominicano Santos che lo avevano preceduto sul traguardo, e al femminile si impone la statunitense Courtney Okolo (50.55). In una gara tattica sugli 800 metri, il polacco Adam Kszczot è dominatore incontrastato con 1:47.47. Domani, nella quarta e conclusiva giornata della rassegna mondiale, azzurri attesi in due finali: il mezzofondista Yassin Bouih sui 3000 metri (ore 16.35) e le donne della staffetta 4×400 metri alle 17.30.

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