Mafia: De Raho, da circuiti bancari serve più attenzione su flussi sospetti

Roma, 23 feb. (AdnKronos) – “I circuiti bancari dovrebbero rilevare con maggiore attenzione i flussi finanziari sospetti, cosa che ancora oggi non avviene”. Federico Cafiero de Raho, Procuratore Nazionale Antimafia, ai microfoni di ‘6 su Radio 1’ parla delle modalità con cui le organizzazioni mafiose si muoverebbero all’interno del sistema bancario italiano e spiega: “Mentre le banche chiudono immediatamente i circuiti, anche creditizi, nei confronti delle persone che sono state vittime delle mafie perché si trovano nella condizione di non poter più pagare, perché l’usura e l’estorsione le ha danneggiate, laddove invece i flussi finanziari forti si muovono vi è una maggiore difficoltà ad individuarli e segnalarli alle forze di polizia e alla magistratura”.
“Mentre le mafie – prosegue de Raho – riescono a godere dei circuiti creditizi perché sono garantite dal loro sistema economico illegale, coloro che subiscono estorsioni e usura nel momento in cui hanno difficoltà nel proseguire i pagamenti, si vedono immediatamente chiusi i canali creditizi e questo alimenta ancor di più l’usura. Abbiamo delle presenze mafiose molto forti attraverso l’operatività di società presenti in numerosi settori senza che le mafie diano il segno della loro presenza. Sono nascoste, non compaiono”.

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