Lo strano (e imbarazzante) caso Inter: si può essere in zona Champions se il Benevento strappa applausi al Meazza?

Moro Francesco/LaPresse

Lo strano caso dell’Inter che batte il Benevento e torna 3ª in classifica ma non convince proprio nessuno: nemmeno i suoi tifosi

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Il tabellone dello Stadio Meazza segna un punteggio che in teoria dovrebbe lasciare spazio a pochi dubbi: Inter-Benevento 2-0. Chi non ha visto la partita potrebbe essere tratto in inganno: l’Inter è terza in classifica, il Benevento è ultimo, una vittoria facile facile come il punteggio testimonia. Non proprio. L’Inter ha confermato, ancora una volta, il curioso caso che la vede da inizio anno fra le prime posizioni della classifica di Serie A (la cosiddetta zona Champions), pur senza strappare elogi: gol che arrivano in un modo o nell’altro (ma non si sa mai bene come), qualche episodio favorevole e le avversarie che non ne vogliono proprio sapere di andare in fuga. Ma altro che ‘musichetta Champions’, l’Inter ha difficoltà ad esprimere la minima idea di gioco anche in casa contro il Benevento, ultimo in classifica. L’entusiasmo che ha accompagnato i nerazzurri nel girone d’andata, fatto di stadi pieni, cori e incitamento continuo, si è trasformato in fischi e mugugni. Ad onor del vero, qualche applauso c’è anche stato, ma per il Benevento che nel primo tempo si è tolto anche la soddisfazione di fare un gradevole giro palla a centrocampo, tocchi di prima e qualche trick, sottolineato con ironia dai tifosi… dell’Inter.

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Il Meazza ha messo nero su bianco (o su blu, se preferite) le difficoltà dell’Inter che veniva da un’imbarazzante sconfitta contro il Genoa. Casualmente, i protagonisti del disastro della scorsa giornata Ranocchia-Skriniar (autori di un goffo autogol), hanno regalato i 3 punti ai nerazzurri con due gol fotocopia su colpo di testa da corner. Unica nota lieta. Del resto qualcuno dovrà pur segnare vista l’assenza di Icardi che rende l’attacco praticamente abulico. Ci pensano i centrali, più bravi in attacco che nella fase difensiva, graziati prima da Coda e poi da una decisione dell’arbitro su un contatto dubbio Cataldi-Ranocchia. Il Benevento gioca con orgoglio grazie alle prove di spessore dei vari Guilherme, Sandro e Sagna, giocatori che se fossero arrivati in estate, forse avrebbero cambiato il destino della squadra campana. Poi si arrende, impotente, su due palle inattive che la dicono lunga sul gioco dei ragazzi di Spalletti. Dopo i gol esultanze liberatorie. Il fanalino di coda del campionato esce dal Meazza fra applausi e rimpianti. Un paradosso, un po’ come vedere l’Inter terza in classifica e lo stadio che mugugna. Del resto: si può essere in zona Champions nonostante il Benevento strappi applausi a Milano?



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