Ciclismo – Benedetti svela a SportFair i suoi programmi stagionali e racconta la bella amicizia con Sagan: “Peter è uno stimolo pazzesco”

Cesare Benedetti

Cesare Benedetti della Bora Hansgrohe parteciperà alla Volta ao Algarve. Ai microfoni di SportFair racconta i suoi obiettivi di stagione e il suo rapporto con Peter Sagan

Cesare BenedettiCesare Benedetti è pronto a disputare la Volta ao Algarve, corsa portoghese in programma dal 14 al 18 febbraio. Il ciclista della Bora Hansgrohe si è allenato bene in questo inverno e alla gara portoghese potrebbe puntare alla vittoria di una tappa. Nel roster ci saranno ciclisti abili come Patrick Konrad e Felix Großschartner che possono ambire alla classifica generale, mentre per le volate occhio a Matteo Pelucchi che in Argentina ha dimostrato il suo valore. Oltre alla Volta ao Algarve, Cesare Benedetti sarà al via della Milano-Sanremo e poi alle classiche delle Ardenne. Il ciclista della Bora Hansgrohe parteciperà al Giro d’Italia per esprimere ancora una volta tutto il suo potenziale. Ai microfoni di SportFair, Cesare Benedetti ha svelato i suoi obiettivi alla Volta ao Algarve, le altre corse a cui parteciperà e i ‘segreti’ del suo rapporto con il campione del mondo Peter Sagan.

Quali sono i tuoi obiettivi per la Volta al Algarve?

“Siamo qui alla Volta ao Algarve con una squadra abbastanza completa. Ci sono Patrick Konrad e Felix Großschartner che vanno bene in salita e normalmente si difendono anche a crono, quindi aspireranno sicuramente a fare bene in classifica generale. Poi c’è Matteo Pelucchi che ha fatto vedere in Argentina di essere tornato davanti a battagliare in volata, e qui in Portogallo ci sono due tappe che potrebbero finire in volata. Quindi i miei obiettivi coincideranno con i loro e con quelli della squadra. Se ci sarà da lavorare per portare la corsa a finire in volata sarò là davanti e poi sarò a supporto degli scalatori fino all’imbocco della salita finale nelle due tappe più dure”.

Quali sono stati i tuoi allenamenti in vista di questo impegno? 

Cesare Benedetti“In gennaio sono stato tre settimane con la squadra a Mallorca dove abbiamo lavorato bene e abbiamo partecipato alla Challenge Mallorca per concludere un bel blocco di lavoro. Quindi sono stato una decina di giorni a casa lavorando un po’ di più sulla qualità che sulla quantità e quindi ho corso Vuelta Murcia e Clasica Almeria nello scorso fine settimana in Spagna. Sto bene quindi sono contento di proseguire con questa corsa qui in Portogallo adesso”.

A quali classiche parteciperai e quali saranno i tuoi obiettivi? 

“Per quanto riguarda la primavera sarò al via della Milano-Sanremo dove l’obiettivo ovviamente è quello di migliorare il secondo posto di Peter Sagan dell’anno scorso. Poi ci saranno le classiche delle Ardenne, vale a dire Amstel, Freccia e Liegi. Per quelle c’è ancora un po’ di tempo, vedremo chi saranno le nostre punte. Ad ogni modo l’obiettivo è sempre quello, lavorare per loro”.

Nel 2016 hai vinto la classifica scalatori alla Tirreno-Adriatico. Ci riproverai quest’anno?

Cesare Benedetti“Purtroppo no, al momento non faccio parte della squadra che farà la Tirreno-Adriatico. Sono in lista come riserva per questa corsa ma se dovessi essere al via sicuramente sarò al servizio di Peter e di chi dovrà puntare alla classifica generale. Con grossi corridori in squadra la classifica scalatori passa inevitabilmente in secondo piano”.
A quale Grande Giro parteciperai e perché?
 
Cesare Benedetti“Anche quest’anno c’è il Giro nel mio programma e se fino a maggio tutto filerà liscio, allora sarò al via della corsa in Israele. Ancora una volta il ciclismo mi offre un’opportunità nuova, che in questo caso è quella di passare qualche giorno in un Paese in cui non sono mai stato. Il perché parteciperò al Giro è molto semplice, è una decisione della squadra. Non decido io a che corse partecipare, ma è la squadra che fa il mio calendario”.

Che rapporto hai con Peter Sagan e hai degli aneddoti particolari su di lui? 

“Peter è così come lo vedete in bici e alle interviste, alle volte un po’ pazzerello, ma sempre coi piedi per terra e fuori dalla corsa non parla solo di ciclismo per fortuna. Nel 2017 abbiamo corso insieme per tutto il mese di marzo e poi ci siamo ritrovati ad agosto al Tour de Pologne. Aneddoti particolari non ne ho, però posso dire che la sua presenza alle corse fa andare i compagni di squadra già un buon 10% in più del normale. Per andare forte il fattore mentale conta tanto e avere in gara Peter che è una garanzia, è uno stimolo pazzesco. Non si può sbagliare e non si può mollare per cui lui tira fuori sempre il meglio anche degli altri corridori”.

L’anno scorso hai indossato la maglia azzurra al Giro d’Italia. Quali sono state le tue emozioni?

Cesare Benedetti

LaPresse/ Fabio Ferrari

“Si l’anno scorso la prima tappa del Giro in Sardegna è stata qualcosa di molto speciale in particolare per tutta la squadra non solo per me. La mia maglia azzurra in quel giorno ha solo completato una giornata memorabile per tutta la squadra. Se ricordo bene è stata la prima volta nella storia che una squadra è stata in testa a tutte le classifiche durate un grande Giro. Questo grazie alla vittoria di Lukas Pöstelberger che ha sorpreso i velocisti. Per cui anche le mie emozioni si sono sicuramente moltiplicate, una grande soddisfazione perché dovevamo venire al Giro per lottare per una posizione in classifica generale con Leopold König che però per problemi di salute non si è presentato al via. Abbiamo quindi dovuto reinventarci un po’ i piani vivendo alla giornata e raccogliendo il più possibile e meglio di così non potevano partire, col botto!”.

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