Roma-Atalanta, che spettacolo! Idee, tattica ed emozioni: una lezione alle presunte big dalla filosofia del ‘brutto ma efficace’

LaPresse/AS Roma/Luciano Rossi

Roma e Atalanta danno vita ad un grande spettacolo: idee di gioco, emozioni e batticuore ad ogni azione. Una lezione alle presunte big che si ‘accontentano’: anche lo spettacolo porta risultati

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Sei gennaio che coincide con il primo turno del girone di ritorno della Serie A, il calcio italiano aiuta la Befana nella distribuzione di doni sotto forma di spettacolo ed emozioni. Chiunque abbia visto il posticipo delle 18:00 andato in scena all’Olimpico non può che essere rimasto soddisfatto. Roma e Atalanta hanno dato vita ad una partita straordinaria, giocata a viso aperto, senza pensare a strategie, protezione del risultato ed altri preconcetti che danneggiano quanto di bello ci sia nel calcio. L’Atalanta è uscita dall’Olimpico con 3 punti che non sono altro che l’ennesimo attestato di merito per una squadra che gioca e stupisce. Altro che difesa e contropiede. La filosofia di Gasperini è quella di liberare la fantasia dei suoi ragazzi, adattandola a schemi che ne esaltino le caratteristiche. L’Atalanta si esprime in maniera eccezionale in verticale, sfruttando poi la classe di Gomez e Ilicic fra le linee. La Roma ne resta sorpresa. Bastano 20 minuti per ritrovarsi sotto di due gol, cortesia di Cornelius e De Roon, poi espulso per non aver tirato indietro la gamba in un intervento che gli è costato il secondo giallo. Quando in campo dai tutto può succedere.

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Rosso che scuote la Roma, che nel secondo tempo accorcia le distanze con Dzeko e decide di giocarsi il tutto per tutto. In una squadra che schiera come terzini Kolarov e Florenzi, due dalle spiccate doti offensive, Di Francesco toglie un opaco Strootman per lasciare spazio ad una batteria di talenti incredibile: Perotti, El Shaarawy, Shick e Under giocano a supporto di Dzeko. La partita ne guadagna in emozioni e spettacolo. Batticuore ad ogni azione, gol sfiorati, salvataggi sulla linea (decisivo quello di Palomino nel finale) e un continuo restare col fiato sospeso, dall’una e dall’altra parte, che è raro vedere in una sfida di Serie A. Un secondo tempo che l’Atalanta ha giocato in 10, senza darlo a vedere, va sottolineato. Due filosofie che vanno in contrasto con delle dichiarazioni di certi allenatori, seduti sulla panchina di ‘presunte big‘, che preferiscono essere ‘solidi perchè serve far punti‘ (Gattuso), oppure autoconvincersi di non avere i mezzi necessari ad imporre il proprio gioco ed effettuare un catenaccio e contropiede, indipendentemente che si giochi al San Paolo di Napoli o in casa contro l’Udinese (Spalletti). Basta negare ai tifosi la gioia di vedere una bella partita, sottomettendo il bello del calcio alla fredda logica dei punti. Il calcio è spettacolo, poi si vince e si perde. L’Atalanta ha vinto e si trova in zona Europa League, la Roma ha perso ed è comunque a -1 dal 4° posto valevole per la Champions League. Entrambe non hanno negato la loro natura calcistica. Chi l’ha detto che lo spettacolo non porta risultati?

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