MotoGp – Ansia Ducati, si complica il rinnovo di Dovizioso. Ciabatti: “trattativa difficile perchè…”

Rinnovo Dovizioso Ducati LaPresse/Alessandro La Rocca

La sincerità di Paolo Ciabatti: dal rinnovo di Andrea Dovizioso ai cambi di regolamento, il direttore sportivo Ducati guarda al futuro

Rinnovo Andrea DoviziosoIl 2017 è stato un anno memorabile in casa Ducati, il team di Borgo Panigale è riuscito a lottare con i migliori e a dare filo da torcere ai campioni e alle squadre più competitive del campionato, arrivando ad un passo dal titolo Mondiale con un eccellente Andrea Dovizioso che ha regalato emozioni incredibili a tutti i suoi tifosi e alla squadra. Adesso però, consapevoli delle proprie capacità, bisogna lasciarsi il passato alle spalle, seppur roseo, e guardare al futuro, cercando di continuare sulla scia positiva del 2017 per un 2018 ancora più emozionante e ricco di soddisfazioni. Un futuro che non riguarda però solo le prestazioni in pista, ma anche i rapporti tra team e pilota: dopo la stagione sorprendente dello scorso anno sembra infatti che il rinnovo di Dovizioso con Ducati non sia poi semplicissimo. Proprio a tal proposito si è pronunciato Paolo Ciabatti, in un’intervista al Corriere dello Sport:

“Ovviamente a noi piacerebbe confermarli entrambi, ma i budget non sono infiniti e non si può spenderlo tutto in una direzione, precludendosi margini per lo sviluppo. Siamo consapevoli che Dovizioso si aspetta un’offerta in linea con i suoi ultimi risultati, ottenuti, va ammesso, grazie alla sua grande crescita personale e a uno stato di forma eccezionale, ma anche grazie al supporto e alla competitività della Ducati. Sei GP non si vincono per caso. Ci sono state delle gare, Brno, Aragon, Phillip Island, dove abbiamo faticato di più e infatti l’obiettivo è proprio quello di migliorare dove siamo stati deboli. Inizieremo presto a parlare con Andrea. Ha ragione, sarà una trattativa complicata. Inizieremo a trattare già dopo i test di Sepang di fine mese. Andrea si aspetta un ingaggio in linea con quello degli altri top rider, discuteremo di garanzie economiche, ma anche tecniche“.

Il direttore sportivo Ducati si è poi focalizzato sull’aspetto tecnico e sulle differenze e difficoltà dei piloti a guidare la Desmosedigi Gp:

Non ci saranno due telai, è vero infatti che Jorge ha maggiore difficoltà ad ottenere una buona velocità di inserimento e di percorrenza di curva una volta lasciati i freni, ma questo è un problema anche per Andrea, che e più aggressivo in questa fase. Ogni miglioramento porterà benefici ad entrambi e il nuovo telaio avrà sufficienti possibilità di regolazioni per permetterlo. La GP18 non copierà la Honda e non è stata stravolta, semplicemente evoluta. Del resto nel 2017 abbiamo vinto sei GP e ci siamo giocati il titolo fino all’ultimo”.

Mentre sui giovani e sul futuro Ciabatti non ha nascosto i desideri Ducati:

“intanto abbiamo ingaggiato Jack Miller, che è alla quarta stagione in MotoGP a soli 23 anni, inserendolo nei team satellite Pramac. Poi, a parte Franco Morbideili che ha vinto il mondiale Moto2 da protagonista e debutterà quest’anno nella massima cilindrata, ci piacciono Francesco Bagnaia e Joan Mir, che ha dominato la Moto3 e vedremo quest’anno in Moto2″.

Non poteva mancare infine un commento sui diversi cambi di regolamento che in qualche modo, a partire dalle alette, arrivando alle nuove imposizioni sui test, hanno penalizzato la Ducati:

“Sul piano pneumatici non dovrebbero esserci novità. Abbiamo polemizzato sul cambiamento per quanto riguarda i test solo per la tempistica, non per la filosofia. Ora attendiamo con ansia ulteriori chiarimenti sull’aerodinamica, perché se la Yamaha si presenterà con quella vista a Valencia (cupolino tradizionale con ali “chiuse” da paratie verticali; ndr) dovremo studiare di nuovo la nostra per ottenere una carenatura più stretta. Quanto al numero di GP (19; ndr), è impegnativo. Non bisognerà andare oltre i 20, magari sacrificando una delle quattro gare spagnole. Ci piacerebbe che entrasse l’Indonesia, un mercato importantissimo per noi quanto la Thailandia, dove Ducati ha già una fabbrica”.

FotoGallery