MotoGp – L’addio alla Polizia e il futuro lontano da Pramac, Petrucci tra sogni e obiettivi: “sarò libero se…”

Danilo Petrucci LaPresse/Alessandro La Rocca

Danilo Petrucci, la perdita di peso, l’addio alla Polizia e la stagione 2018 di MotoGp: il ternano della Pramac pronto per scendere in pista. E sul 2019…

Danilo Petrucci

LaPresse/Alessandro La Rocca

Il conto alla rovescia è iniziato! Tra pochissimi giorni i piloti della MotoGp torneranno in sella alle loro moto per la prima sessione di test del 2018, che inizierà domenica a Sepang. Chi vorrà seguirli dall’inizio alla fine dovrà fare le ore piccole, considerando che si disputeranno dalle 3 di notte alle 11 del mattino italiane. Tre giorni di test che saranno fondamentali per piloti e team per proseguire il lavoro per arrivare all’esordio stagionale, di marzo, in perfetta forma. I campioni delle due ruote si stanno allenando tra sedute in palestra, salti in motocross e tanto altro, tenendo sotto controllo anche… la dieta. Lo sa bene Danilo Petrucci che è dimagrito, come da lui stesso raccontato in un’intervista alla Gazzetta dello Sport:

“È vero. L’altro giorno a Viareggio dal dottor Ceccarelli mi sono pesato: sono 4 chili sotto il limite 2017. Anche se l’ho pagata: mi manca ferro, ho l’ematocrito a 42, sono fiacco. Questo mese ho evitato la carne, mangiato solo verdure, ho stressato un po’ il corpo. Nessuno era d’accordo, ho deciso di testa mia. Il mio preparatore Marco (Baglioni; n.d.r.) era convinto che non avrei resistito. Ma a Natale mio fratello Frankie è tornato in ospedale per il piede, io ho saltato tutti i cenoni e ci ho dato dentro. Non mi sono mai sentito meglio”.

Il Petrux è apparso cambiato, sereno, rilassato, un Danilo quasi completamente nuovo:

“Ho messo a posto la mia vita. A dicembre ho lasciato la Polizia, non perché mi pesasse, ma perché ho vissuto quel periodo anche come promozione dell’immagine del mio sport, non qualcosa per piloti arrivati. Meglio lasciare il posto a un giovane a cui serve anche lo stipendio, ho un buon contratto con Ducati e mi sentivo un po’ fuori posto. E poi la mia vita è bella, con Giulia siamo tornati a vivere in centro storico a Terni, anche se appena metto fuori il naso di casa mi fermano. E io sono uno che si vergogna solo se mi guardano. Mi piacerebbe vivere in campagna, però…Sto pensando a una pista cross qui a Terni. Sarebbe un buon affare, siamo tra Toscana, Marche e Lazio. E vorrei lavorare con i bambini, comprare 7-8 moto, andare nelle scuole, creare un progetto. La moto costa, non è come un paio di scarpe da calcio e via, vorrei dare una mano. Ne avevo parlato in Comune due anni fa, ma c’era il problema dell’acciaieria, ora i tempi sembrano più maturi”.

Tanto allenamento in vista dell’inizio della stagione:

“Cross, tanto enduro, molta corsa. L’ultima settimana l’ho passata a Formula Medicine e analizzando i dati degli ultimi due anni abbiamo visto miglioramenti ovunque, equilibrio, tempi di reazione, fisico”.

Non manca qualche battuta. Petrucci ha infatti parlato dell’importanza che sta avendo già il 2019 con tutte le scadenze di contratto dei piloti per il 2018:

“il 2019 è iniziato prima del 2018. Ho letto sulla Gazzetta che sono già licenziato, che arriverà Bagnaia al mio posto. A parte gli scherzi, Paolo Campinoti (proprietario Pramac; n.d.r.) e io ne eravamo coscienti: lui mi ha tirato fuori dagli inferi, ma sapevamo che questo sarebbe stato l’ultimo anno assieme, il ciclo si sta completando. È anche il senso del progetto Pramac. Io ho un contratto con Ducati, ho un’opzione che scade a giugno per entrare nel team ufficiale, altrimenti sarò libero. Il sogno è quello, ma credo che tutto si deciderà alle prime gare e non trovo sia molto giusto: se firmi dopo 3 GP, gli altri 15 li corri con una motivazione diversa. Quanto successo a Folger forse dipende anche da questo, è un mondo che mette addosso molta pressione. Nel 2017 la tentazione di andare in Aprilia è stata forte, diventare pilota di una casa italiana mi allettava molto. Ma non volevo finire da separato in casa. Però dopo 7 anni in MotoGP l’ambizione è quella”

Adesso però l’attenzione è tutta per la stagione che sta per iniziare, per la quale gli obiettivi sono chiari: 

“ripetere nel bene quanto mi è riuscito nel 2017, ma con meno bassi. Ci sono state gare nelle quali non ho capito i problemi che il mio stile di guida causava. A me piace guidare di traverso, ma le Michelin sono delicate e l’ho pagata. Un anno fa ero preoccupato non sapendo se sarei riuscito a fare quel passo necessario per essere tra i migliori. Ora lo sono molto meno. Non mi metto tra chi può vincere il Mondiale, ma vorrei conquistare quella vittoria sfiorata due volte…”

Infine non poteva mancare un commento sui rivali e più competitivi in pista:

“Dovizioso nel 2017 ha fatto la differenza andando sempre forte e seguendo la propria strada, soprattutto all’inizio quando i favori sembravano esser tutti per Lorenzo. Jorge è cresciuto, sarà temibile. Marquez resta l’uomo da battere. Non so se è lui ad avere qualcosa in più di tutti noi o la combinazione moto-pilota. Ma so che io non riesco, come fa lui, ad andare a cercare quasi scientemente la caduta per avvicinare al limite. La mia testa non mi ci porta”.



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