Sulle gambe, senza idee nè fantasia… e di fronte c’era il Genoa: Juventus, così non sei da Champions, ma nemmeno da scudetto

LaPresse/Fabio Ferrari

La Juventus passa di misura contro il Genoa ma suonano i primi campanelli d’allarme: dubbia condizione fisica, difficoltà a fare gioco e a segnare. Lo scudetto così si allontana

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In una particolare giornata di Serie A, la seconda del girone di ritorno, nella quale il posticipo si gioca in un particolare (e polemico) lunedì, la Juventus si prende 3 punti con la vittoria casalinga n° 9 in stagione, superando 1-0 il Genoa. Premesso che 3 punti siano sempre 3 punti, non basta fare del calcio un mero discorso legato alla matematica. Se si vuole fare un’analisi della ‘salute’ di una squadra, conta necessariamente anche il modo in cui questi punti arrivano. Oggi la Juventus ha giocato 15 minuti: giusto il tempo di sbloccare la gara, far vedere tutta la differenza di questo mondo fra un Douglas Costa (autore del gol) e il Laxalt di turno, per poi rifiatare, che non è sinonimo di gestire la gara. Una squadra al rientro da una settimana di pausa dovrebbe aver ricaricato le batterie, la Juventus è sembrata invece a corto di ossigeno. Il secondo tempo ne è stata la prova: 45 minuti di sofferenza che hanno regalato opportunità, quasi insperate, ad un Genoa battagliero ma tutt’altro che irresistibile. Qualche mugugno levatosi dall’Allianz Stadium, con più seggiolini vuoti del solito, deve far pensare.

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Un trend che va avanti da diverse gare: vittoria di misura (con polemiche) a Cagliari, successo nel finale contro il Verona, grazie a 5 minuti di talento di Dybala dopo l’1-1. Nove punti in 3 partite, contro 3 squadre in piena lotta per non retrocedere. Cinque i gol segnati, altro campanello d’allarme. Una squadra in salute come la Lazio (per citarne una a caso), segna a raffica, partita dopo partita, anche senza Immobile. La Juventus, con l’organico della Juventus, fa fatica non solo a segnare ma anche a proporre una vera e propria idea di gioco. Spesso è il top player di turno (Higuain, Dybala o Douglas costa che sia) a spostare l’ago della bilancia verso la squadra di Allegri, più che un’idea di calcio che latita da inizio campionato. Dopo Verona, Cagliari e Genoa, il calendario recita Chievo e Sassuolo, altre due squadre in grado di ovattare il suono dei campanelli d’allarme in casa Juventus. Prima o poi però, la Lazio, la Sampdoria o l’Atalanta di turno arriveranno: squadre contro le quali è vietato giocare 45 minuti sulle gambe, ammesso che di energie fisiche e mentali, con l’arrivo della Champions, ce ne siano ancora. A proposito di Champions League: ad oggi l’Europa sembra fin troppo distante per una Juventus che forse, se dovesse continuare così, non è nemmeno da scudetto



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