Domenico Pozzovivo a SportFair: “Sì, siamo la Squadra Terrona e ci piace come marchio; sarà un 2018 incredibile tra Giro, Tour e Mondiali ma la pelle d’oca mi viene se penso alla Liegi”

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

Intervista a Domenico Pozzovivo in un 2018 da sogno: ecco le parole dell’atleta lucano della Bahrain Merida

domenico pozzovivoDomenico Pozzovivo esordirà con la Bahrain Merida al Tour Down Under in programma dal 16 al 21 gennaio. Il neo corridore della squadra araba avrà un 2018 molto importante e pieno di obiettivi, come la conquista della maglia rosa del Giro d’Italia. Pozzovivo sarà il capitano della Bahrain Merida per la grande corsa italiana e poi andrà al Tour de France per aiutare Vincenzo Nibali nella rincorsa dello Squalo al bis in giallo a Parigi. Il 2017 del lucano è stato pieno di soddisfazioni, che nel 2018 l’atleta si augura di migliorare. Ai microfoni di SportFair, Pozzovivo ha confidato a 360° obiettivi, sogni e ambizioni per il suo futuro, con qualche curioso aneddoto.

Che obiettivi hai per il Tour Down Under?

“È un ottimo inizio di stagione. Il mio obiettivo è entrare nei primi 10 e spero di togliermi qualche soddisfazione”. 

Come è nata l’idea di trasferirti alla Bahrain Merida?

“Diciamo che è nata questa estate essendo in scadenza di contratto. Avevo valutato diverse proposte visto che ero da diversi anni all’Ag2R La Mondiale e ho deciso di cambiare squadra”.

Quali saranno gli obiettivi della Bahrain Merida?

“L’obiettivo della squadra sarà il Tour de France, mentre per me sarà il Giro d’Italia e avrò i gradi di capitano. Per me è molto lusinghiero questo ruolo”.

Quali saranno le tappe fondamentali per la vittoria del Giro d’Italia?

“Visto come sono stati strutturati gli altri giri negli ultimi anni, ci saranno tappe che sembrano non avere molta importanza ma che lo diventeranno. Diciamo che è una corsa che propone tappe molto pericolose per me e cercherò di sfruttare tutte le occasioni”. 

Il ciclismo italiano è in netta crescita rispetto agli altri anni?

“Penso che è importante un rinnovamento. Abbiamo avuto dei segnali soprattutto nelle classiche e nei grandi Giri con Fabio Aru. Ci sono prospettive per per continuare la tradizione del ciclismo italiano che ha subito anni di appannamento nelle classiche” .

Chi è stato il corridore italiano che ti ha impressionato di più nella scorsa stagione?

“Gianni Moscon ha impressionato molto perchè ha chiuso davanti alla Roubaix e ha ben figurato in quasi tutte le classiche. Poi ha aiutato Froome alla Vuelta e ha dimostrato di essere fortissimo nelle salite lunghe”.

Il 2018 sia della Bahrain Merida che per Nibali sarà importante soprattutto per cercare di conquistare le Classiche del Nord, il Tour de France e il Mondiale di Innsbruck. In questi appuntamenti sarai d’aiuto a Vincenzo o avrete due calendari separati?

“No ci sarò anche io. L’idea di fare Giro d’Italia e Tour de France l’avevo già, poi la squadra ha voluto che partecipassi a tutte e due le corse con ruoli diversi. Spero nella convocazione ai Mondiali perchè non ho mai partecipato e questa è sarà un’occasione per aiutare Vincenzo”. 

Come hai visto Vincenzo Nibali nel raduno di Hver in Croazia?

“L’ho visto molto bene e assolutamente non indietro nella preparazione e sicuramente sarà al top per l’inizio della stagione e sappiamo che negli obbiettivi principali sarà pronto”.

Tu, Nibali, Aru, Caruso, siete i migliori scalatori e provenite tutti dal Sud. Coincidenza o il ciclismo al sud sta diventando sempre più importante?

“Da alcuni anni a questa parte c’è la tendenza, nonostante il fatto che dobbiamo andare via per coltivare la nostra passione. Siamo in tanti ad uscire dal sud ed è un dato di fatto”.  

Su Instagram Valerio Agnoli ha postato un simpatico video con una canzone tipicamente del sud. Vi possiamo identificare in maniera molto scherzosa e bonaria come la squadra dei terroni, pronta a vincere le più importanti corse WorldTour?

“Ma si! Scherzosamente è una definizione che ci piace e diciamo che è un marchio di fabbrica che ci fa piacere portare avanti”.

Nel 2017 con l’Ag2R La Mondiale hai duellato alla pari con Damiano Caruso al Giro di Svizzera. Rivedremo questa bellissima sfida?

“Penso che molto dipenderà dai calendari che faremo. In salita le sfide si fanno con gli scalatori e con Damiano ci siamo trovati spesso a duellare per contenderci la vittoria”. 

Che tipo di corridore è Romain Bardet? Riuscirà in futuro a vincere il Tour de France in futuro?

“È un corridore meticoloso e serio. Ha dimostrato di avere continuità nelle tre settimane e al Tour de France si è avvicinato alla vittoria. Penso che in futuro ci riuscirà”. 

Tra tutte le corse che hai partecipato con la squadra francese, a quale sei più legato?

“Se devo dirne una così su due piedi, quella che mi ha fatto davvero venire la pelle d’oca è la Liegi-Bastogne-Liegi. Perchè l’ho sempre seguita dai tempi di Michele Bartoli e di Paolo Bettini. Pur non essendo un corridore da classiche mi ha sempre fatto emozionare questa corsa”.

Tom Boonen e Alberto Contador hanno lasciato il ciclismo. La loro presenza quanto mancherà al ciclismo?

“Sono assenze importanti che si fa a fatica a metabolizzare. Sono due corridori forti con grande carisma e penso che il ciclismo sia fatto anche di un ricambio generazionale. Un po’ mi fa sentire triste perché sono coetaneo loro e si sta avvicinando anche per me il momento, anche se mi sento ancora pronto a dare il massimo per il ciclismo”. 

Cosa ne pensi del caso Chris Froome?

“È una situazione complicata e diciamo che chi di dovere deve giudicare nei tempi più brevi”

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