Caso salbutamolo, la difesa di Chris Froome: “anomalie nel processo di secrezione, reni e fegato non funzionavano bene in quei giorni della Vuelta” [DETTAGLI]

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I legali di Chris Froome svelano cosa sia successo durante la Vuelta di Spagna. Ecco tutti i dettagli

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Chris Froome corre ai ripari e attraverso i suoi avvocati avrebbe trovato la chiave per spiegare la positività alla Vuelta di Spagna. Mike Morgan, legale che assiste il Keniano Bianco che in passato aiutò Alberto Contador, ha dichiarato all’Equipe che il capitano del Team Sky, durante la corsa iberica, ha avuto delle anomalie nel processo di secrezione. I reni del ciclista britannico non hanno funzionato a dovere, e questo potrebbe giustificare l’alto tasso di salbutamolo (farmaco che Froome prende per curare l’asma) nelle urine. In più il fegato di Chris Froome ha assimilato troppo il prodotto e non lo ha eliminato nel modo adeguato (come per ogni farmaco).

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Con questa analisi, il capitano del Team Sky non solo non è intenzionato a dichiararsi colpevole, ma la risoluzione del caso doping si allungherebbe (cosa che i corridori non si auspicano), e di conseguenza le ipotesi di squalifica non verranno applicate in tempo. Adesso si aprirebbe un duplice scenario: o l’assoluzione completa di Chris Froome oppure una sospensione. In caso di questa seconda ipotesi, Chris Froome rischierebbe tra i 6 mesi o due\tre anni di squalifica. Questo caso doping si sta rivelando un vero rompicapo e sia UCI che WADA devono necessariamente risolvere in tempi molto brevi, ma molto probabilmente si arriverà ad un nuovo caso Contador, con l’ipotesi di cancellazione della vittoria alla Vuelta di Spagna 2017 (con Vincenzo Nibali vittorioso) e l’annullamento dei (possibili) trionfi in questa stagione. Una situazione davvero drammatica per il ciclismo che potrebbe ledere ancora una volta la credibilità dei corridori e spingere nuovamente i fan a non seguire questo bellissimo sport.

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