Atletica, Filippo Tortu si racconta: “il mio sogno è vedere dal vivo il Mondiale di freccette. Bolt? Ho ‘annusato’ il suo carisma”

Filippo Tortu

Filippo Tortu ha raccontato alla Gazzetta dello Sport i suoi obiettivi, svelando anche i suoi curiosi sogni e le sensazioni provate stando accanto a… Bolt

Comincia oggi il 2018 di Filippo Tortu, pronto a scendere in pista in Germania per il meeting di Berlino. Si comincia con l’indoor, dove l’azzurro sarà impegnato nei 60 metri, per poi concentrarsi sulla stagione all’aperto. Una scelta precisa quella dello sprinter italiano che, ai microfoni della Gazzetta dello Sport, svela cosa lo ha spinto a delineare questo tipo di programma:

“L’anno scorso ero nel salotto di casa a vedere in streaming la gara di Massimiliano Ferraro. Rimasi sorpreso dall’atmosfera in quel palasport con una band che suonava dal vivo. C’erano pure le fiamme a bordo pista. Molto appariscente. Ho quindi scelto Berlino per il prestigio e per il contesto. Sto molto, molto bene. Tranquillo e contento di correre. Quasi quasi vorrei che fosse già estate per concentrarmi su 100 e 200. Dopo il 20”34 al Golden Gala di Roma non è che poi abbia avuto tutta questa popolarità. Forse non sono così riconoscibile. Mi avranno fermato per strada un paio di volte in più rispetto a prima, ma solo al mio paese, a Carate Brianza. Allenamenti? Con mio papà proseguiamo sulla falsariga dell’ultima stagione. Mi alleno dal lunedì al sabato, poi la domenica mi guardo le partite. La mia è una famiglia juventina per tradizione. Io non mi ricordo nemmeno come e quando sono diventato tifoso. E’ nel mio Dna. E come se mi chiedessero quando ho cominciato a respirare”. 

Filippo Tortu poi si sofferma sul suo sport, sottolineando come si tratti di un vero e proprio amore viscerale:

“Una passione. Sono un malato di sport e lo pratico da quando avevo 6 anni. Prima il basket e poi l’atletica, seguendo mio fratello. Ho passato ore e ore davanti al canale 216 di Sky per vedere i documentari di Espn Classic. L’Olimpiade di Roma 1960 la conosco a memoria, so anche dirle i vincitori dell’equitazione. Ed è attraverso quei filmati che mi sono innamorato del talento purissimo di Livio Berruti. I suoi 200 metri d’oro mi mettono i brividi. Ma sono un onnivoro di qualsiasi disciplina. Il mio sogno è vedere dal vivo il mondiale di freccette. Bolt? Senza di lui non ci sarà più la sua dolce dittatura. In compenso ci sarà più equilibrio nello sprint. Io Bolt l’ho incrociato una sola volta, ai Mondiali di Londra. Lui si stava scaldando per i 100 in quinta corsia, io mi stavo allenando in quarta. L’ho lasciato tranquillo. E’ bastato stargli vicino per annusarne il carisma”.

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