Vela-Volvo Ocean Race: Scallywag si prende il quinto posto, niente da fare per Turn the Tide on Plastic

Andrea Francolini

Dopo un lungo, ennesimo duello, il quinto posto della Leg 3 della Volvo Ocean Race è andato a Sun Hung Kai/Scallywag che è riuscito a contenere il rientro di Turn the Tide on Plastic

Lo skipper australiano David Witt ha condotto il suo team Scallywag oltre la linea del traguardo di Melbourne nel giorno di Santo Stefano (ora locale), giusto in tempo per il pranzo. Il giovane equipaggio di Turn the Tide on Plastic, con l’italiana Francesca Clapcich, è giunto appena tre ore dopo alla fine di una battaglia durata oltre 6.500 miglia. “Gli australiani arrivano a casa dopo una tappa molto dura. Il sesto posto, peccato, avremmo potuto riprenderli. Abbiamo provato, eravamo così vicini! Sarà per la prossima volta.” Ha detto la skipper, unica donna alla guida di un team in questa edizione, di Turn the Tide on Plastic Dee Caffari, poco prima di tagliare la linea.

La Leg 3 della Volvo Ocean Race ha rappresentato un ritorno alle origini per la regata, un tuffo nelle basse latitudini del Southern Ocean, dove si incontrano i famosi e durissimi Quaranta Ruggenti e Cinquanta Urlanti e dove si creano terribili tempeste attorno al circolo polare antartico. Giorni dopo giorni di vento freddo, intenso e di onde altissime.

Il Southern Ocean è sempre all’altezza della sua fama – le parole di Luke Parkinson, che fa parte dell’equipaggio di Scallywag non appena arrivato in banchina – ci sono onde spaventose e un sacco di vento. Questa volta probabilmente abbiamo passato più tempo a sud, con così tanto vento. E’ una situazione che ti può consumare.” In effetti tutti i velisti hanno raggiunto Melbourne con visi stanchi e affaticati. “Però quando abbiamo girato a sinistra e messo la prua verso l’Australia è stato un momento speciale, una sensazione molto bella. Adesso dobbiamo riposarci e recuperare per essere pronti a ripartire fra qualche giorno”.

Altrettanto sollevata la nostra giovane Francesca Clapcich, alla sua prima esperienza nell’Oceano meridionale:

“Finalmente siamo arrivati a Melbourne, fa caldo, c’è il sole e poco vento quindi condizioni completamente diverse da quelle che abbiamo incontrato nel Southern Ocean. Abbiamo avuto momenti difficili, momenti con freddo, vento forte, onde molto alte. Per me alla prima esperienza è stato incredibile, sono veramente contenta di far parte di questo team e di aver potuto correre questa tappa. Ogni giorno m sembra di imparare qualche cosa, ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, abbiamo avuto momenti difficili, una Chinese gybe (Strambata involontaria), giorni in cui ha fatto molto freddo. Si impara a sopravvivere e comunque è un’esperienza incredibile. Ovviamente gli ultimi giorni la voglia di arrivare è fortissima, però già domani avremo voglia di ripartire.” Alla domanda sul Natale in oceano la triestina ha risposto così: “E’ stata la prima volta che ho fatto il Natale in mare, una delle poche volte che ho passato il Natale lontano dalla mia famiglia. Sicuramente è difficile perché la famiglia ti manca, ma è stata comunque un’esperienza bella, con un bel team. Siamo molto unit quindi è stato un Natale diverso ma che ripetei mille volte. Il team è diventato la mia seconda famiglia”.

Quello di Melbourne è uno stopover molto corto, con regole molto restrittive riguardo ai lavori che si possono fare in barca, prima della partenza della Leg 4 verso Hong Kong, in programma per il 2 gennaio 2018. A oggi una sola barca è ancora in mare: team AkzoNobel, a cui al rilevamento delle ore 8 mancavano poco meno di 300 miglia a traguardo.



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