Ciclismo, Tom Boonen ripercorre la Parigi-Roubaix: “ho capito che non avrei vinto a 50 chilometri dal traguardo”

tom boonen LaPresseJIMMY BOLCINA

L’ex corridore Tom Boonen racconta gli ultimi istanti della sua carriera conclusa alla Parigi-Roubaix

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LaPresseFRANCK FAUGERE

Tom Boonen in questa stagione ha detto addio al ciclismo alla Parigi-Roubaix. Il belga della Quick Step Floors ha perso la corsa, ma lo stesso il Velodromo di Roubaix lo ha osannato. L’Inferno del Nord è stato domato dal duo composto da Greg Van Avermaet e da Gianni Moscon che ha mandato in visibilio gli spettatori accorsi allo stadio. La grande prestazione del capitano della BMC gli è valsa la vittoria finale e il giovane italiano del Team Sky ha dimostrato di essere a suo agio nel pavè. Tutto il pubblico del Velodromo di Roubaix è rimasto in piedi e ha applaudito l’ultimi metri di Tom Boonen come se stessero spingendo il corridore al traguardo. Un’emozione pura quella provata dall’ex corridore della Quick Step Floors si ricorderà per sempre. ‘Tornado Tom’ ha raccontato le sue sensazioni, come riportato dal portale al www.cyclingweekly.com:

“ho subito capito che quel giorno non sarebbe stata la mia giornata perché negli ultimi 50 chilometri ci stavano troppi corridori in forma. Quando è finita la corsa sono salito sul pulmann è ho capito che era finita la mia carriera. Il ciclismo è un lontano ricordo, anche se avevo paura di annoiarmi. Invece mi sono messo a fare altre cose e ho capito che il ciclismo non è l’unica cosa al mondo”.

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