Zarco, i problemi Yamaha e il futuro della Tech3, Poncharal consapevole: “pronto a vedere Johann andar via. Rossi? Ecco cosa succederà se avrà una sua squadra in MotoGp”

Poncharal motogp Valentino Rossi

A tutto Hervè Poncharal, il boss della Tech3 tra consapevolezze e sorprese

credits instagram @montesryamahatech3

Johann Zarco è stata la grande sorpresa della stagione 2017 di MotoGp, insieme sicuramente ad Andrea Dovizioso. Il pilota della Tech3 ha dimostrato un grande talento, riuscendo a lottare quasi sempre con i migliori, conquistando tanti podi, mettendo in difficoltà campioni del calibro di Marquez e Rossi, aggiudicandosi il titolo di Rookie of the Year e regalando al suo team il premio di miglior squadra indipendente. Intervistato dai microfoni di GpOne.com, Hervè Poncharal, boss della Tech3, ha rilasciato interessanti dichiarazioni sul suo pilota, e non solo:

Sicuramente ha sorpreso anche me, anche se mi aspettavo da lui buoni risultati. Quello che aveva fatto in Moto2 aveva dell’incredibile, aveva dimostrato di essere un pilota aggressivo e intelligente. Ma quando un pilota quando cambia categoria non si può mai sapere. Per alcuni serve più tempo per adattarsi, come per Rabat, altri invece ci riescono all’istante, come Marquez. Johann nei primi test a Valencia era stato subito veloce, si è adattato facilmente alla MotoGP ed è stato intelligente, riuscendo a capire cosa serve per guidare queste moto. Però fare un giro veloce in prova è una cosa ma in gara cambia tutto. Nei test invernali avevamo fatto delle simulazioni di gara, poi in Qatar è stato al comando per 7 giri prima di cadere. È stato importante mostrare di potere stare davanti, ma quello è un GP particolare, la pista è sempre in condizioni difficili e spesso i top rider non spingono al massimo, preferendo portare a casa punti. Non è un pazzo e nemmeno uno stupido. In tanti dicevano che quando sceglieva gomme più morbide degli altri stava facendo un azzardo, ma non è mai stato così. Quando c’è stata quella scelta è perché sapevamo di potere arrivare a fine gara, lui e Guy (Coulon, il suo capotecnico ndr) avevano lavorato su quegli pneumatici nelle prove. E Zarco ha avuto spesso le palle di imporsi con i ragazzi della Michelin per sostenere la sua scelta”.

Impossibile poi non parlare delle difficoltà del team ufficiale e dei risultati di Zarco, nettamente migliori rispetto a quelli di Valentino Rossi e Maverick Vinales:

Quando sei in un team ufficiale hai sempre molte cose da provare, devi concentrarti su molte cose. La nostra M1 non ha evoluzioni, quindi possiamo focalizzarci su gomme e setup e da una parte il lavoro è più facile. In una squadra ufficiale c’è la possibilità di andare in confusioneQuando lavori a stretto contatto con un pilota tieni molto a lui e penso che certi commenti dei media e di altri piloti non siano stati corretti nei confronti di Johann. Io ho un grande rispetto verso Valentino, Maverick e la Yamaha, lo voglio sottolineare, i suo ingegneri non sono stupidi: quanti titoli e gare hanno vinto nella loro storia? Io non so chi abbia sbagliato, ma è mancato rispetto nei confronti dei risultati che ha fatto Zarco. Mi viene da ridere quando sento che il nostro pacchetto fosse migliore. Noi non abbiamo una moto ufficiale, non parlo solo del telaio, ma di motore, sospensioni e aerodinamica. A Valencia i piloti ufficiali hanno deciso di tornare al telaio 2016 e abbiamo visto i risultati, se fosse stato migliore sarebbero dovuti essere più veloci di Johann”.

Zarco, al termine della stagione 2017, ha dimostrato poi di essere competitivo e a suo agio anche sulla M1 usata quest’anno dai piloti ufficiali, affermando anche di trovarla migliore rispetto a quella del 2016:

“mi ha detto che secondo lui è migliore di quella che ha usato in questa stagione. Gli avevo raccomandato di non avere preconcetti, di non farsi influenzare da quello che aveva sentito, doveva essere obiettivo. Ha continuato a usarla anche negli ultimi test a Sepang. A gennaio avremo ancora la moto 2017, Yamaha è stata chiara e corretta con noi, ci ha detto che potremo scegliere fra ogni evoluzione di telaio ma non avremo la moto 2018. Zarco non avrà il trattamento di Crutchlow in Honda o Petrucci in Ducati, per fare due esempi. Sono sempre stato contento del supporto che ci ha dato Yamaha in questi anni. Se guardo i podi e le pole position fatti in questa ultima stagione non posso lamentarmiCome ho detto, avere sempre nuovo materiale da provare può non essere sempre un vantaggio. Poi so anche che un pilota è contento quando un’azienda gli dà fiducia e parti da collaudare. Se Yamaha vorrà coinvolgerci nello sviluppo saremo contenti, ma capiamo di non potere avere una moto ufficiale e lo accettiamo. Sono 20 anni che lavoro con Yamaha e mi fido di loro.

Hervè Poncharal ha poi aperto un’importantissima parentesi, riguardante il futuro di Zarco, ma anche quello della Tech3, che potrebbe essere presto ‘snobbata’ dalla Yamaha per un futuro team di MotoGp di Valentino Rossi:

Per arrivare alla riconferma di Johann bisogna mettere prima a posto dei dettagli importanti. Ultimamente si è parlato molto di Valentino e di una sua squadra in MotoGP, se accadesse potrebbe non esserci più spazio per Tech3 con Yamaha, considerando che per loro sarebbe difficile fare 6 moto. Non sono stupido e capisco come stanno le cose, come capisco che Rossi avrebbe la priorità. Lui è una calamita incredibile per gli sponsor e ha un grande peso in questo ambienteSemplicemente penso che una relazione di lunga data come quella tra Tech3 e Yamaha non sia facile da costruire, ma al momento non sono sicuro che il team possa rimanere ancora con Yamaha. Ho chiesto a Tsuji (il general manager di Yamaha, ndr) di parlare il prima possibile del futuro, sia per i piloti ma soprattutto per la mia squadra. Prima dovrò capire se potrò avere le M1 per il 2019 e 2020, poi potrò parlare con piloti e sponsor. Mi piacerebbe tenere Zarco, ma è un sogno. Il nostro team ha un budget significativamente più piccolo del solo ingaggio di uno fra i migliori 4 o 5 piloti della MotoGP. Logicamente Johann vorrà più soldi, ma soprattutto vorrà un supporto ufficiale da una Casa. Sono pronto a vederlo andare via e sono orgoglioso per averlo fatto debuttare in MotoGP. I team satellite sono per forza limitati, sia per quanto riguarda l’ingaggio che possono offrire, sia per quanto riguarda il trattamento tecnicoIn molti parlano di noi come di uno Junior Team, ma in verità non lo siamo. Sono libero per quanto riguarda la scelta dei piloti e raramente Yamaha ha fatto passare uno dei miei piloti nella squadra ufficiale. Diventare uno Junior Team a tutti gli effetti sarebbe qualcosa di cui parlare. Qualche anno fa ci sarebbe stata qualche possibilità in più di tenerlo, o correvi con Yamaha o con Honda, ma ora ci sono tante Case e quindi tante opportunità. Non penso che Johann sarà con me nel 2019.

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