MotoGp, il mercato di… Suppo: “se Marquez lascia la Honda, c’è solo una logica alternativa”

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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Livio Suppo ha parlato della sua nuova vita, soffermandosi poi sul mercato piloti

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Vent’anni in pista, ad inseguire vittorie e titoli mondiali. Una vita caotica e stressante, trasformatasi improvvisamente in un’esistenza completamente diversa, dedicata non più alle moto bensì alla commercializzazione della Thok, mountain bike elettrica sviluppata dal re del trial, Toni Bou. Livio Suppo ha deciso di invertire la rotta, inseguendo un sogno diverso rispetto a quello accarezzato finora. Gli scopi nella sua vita adesso sono diversi e molteplici, come indicato da lui stesso nel corso di un’intervista alla Gazzetta dello Sport:

“La mia nuova vita è diversa. O meglio, non mi sono ancora abituato al cambiamento. Dopo tanti anni non è facile evitare di fare cose una volta normali, però questo progetto totalmente diverso mi rende felice. Durante i test di Jerez, a casa la sera guardavo i tempi di Jack Miller, i progressi di Morbidelli e Nakagami… Quella che è stata la mia vita non la puoi cancellare da un giorno all’altro e la passione per la moto resta grande. Finita l’università non vedevo l’ora di iniziare a lavorare, lo sognavo da tempo. Si è chiuso un ciclo importante, inventarsi qualcosa di diverso è stimolante, c’è una grinta nuova. Io ho sempre detto che non volevo invecchiare nel paddock. Avevo ancora un anno di contratto ma anche per una serie di motivi miei non legati al lavoro mi è venuta una gran voglia di anticipare. Difficilmente avrei proseguito oltre il 2018, ho pensato che farlo un anno prima fosse la cosa giusta. Abbiamo vinto il Mondiale, le cose vanno bene, era il momento perfetto. Non avevamo ancora parlato di rinnovo. Il mio ultimo contratto lo aveva comunque firmato Kuwata, il direttore di Hrc, che già nel 2016 aveva sostituito progressivamente Nakamoto. Spero di avere lasciato un’organizzazione del team più efficiente, quando arrivai non erano così organizzati, ora invece tutto è sotto controllo, il budget è chiaro, la struttura solida. Io alla KTM? Non ci ho mai parlato. Non vuol dire che non lo farò, ma sarà difficile. Hanno una bella organizzazione e se Marc dovesse andare lì non avrà bisogno di me. Poi, se un giorno questo mondo mi mancherà, busserò a qualche porta”.

Molte cose in Honda continuano a cambiare, la sostituzione di Suppo con Puig potrebbe essere un tassello per convincere Marquez a rinnovare, l’ex manager la vede così:

“Credo che Marc sia davvero affezionato alla Hrc, gli piace il team. Sa che sul lungo periodo la Honda emerge sempre e soprattutto è davvero difficile che sia la peggior moto in pista. Le possibilità che Hrc rinnovi con lui sono molto più alte di quelle di perderlo. Con Marc ed Emilio Alzamora parlavamo del futuro, la sua priorità è una moto per vincere il Mondiale, se inizierà bene la stagione è difficile che qualcuno lo convinca ad andarsene. Poi, dopo altri due anni. Valentino aveva vinto in 125 e 250 con l’Aprilia, la moto migliore, aveva ereditato la Honda di Doohan e vinto con la 5 cilindri, tanti dicevano che era sì forte, ma aveva sempre le moto più veloci. Credo quello sia stato il grande stimolo per passare in Yamaha. Per Marc è diverso, a parte il 2014 non ha mai avuto la sensazione che la sua moto fosse la più competitiva, oggi in MotoGP regna l’equilibrio, è difficile trovare una moto nettamente migliore delle altre, come invece accadeva nel 2002. Ma se dovesse cambiare, in questo momento tra Ducati e Ktm, le più papabili, non c’è storia: la Ducati sarebbe la scelta più logica. Il mercato? Per me partirà più tardi del 2016. La Ducati vorrà vedere con Jorge cosa succede, mentre credo che Dovizioso si sia conquistato un contratto a vita. Neppure Yamaha giocherà d’anticipo, dovendo capire cosa farà Rossi. Piuttosto, sarà interessante vedere la Ktm, che pare molto interessata a Zarco”.

 

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