MotoGp – A tutto Petrucci, Danilo avverte i piloti ufficiali Ducati e svela la causa della crisi Yamaha: “ecco cosa li ha messi in difficoltà! A Jorge e Andrea dico che…”

Danilo Petrucci LaPresse/Alessandro La Rocca

Danilo Petrucci ha le idee chiare per il futuro: il ternano della Octo Pramac pronto ad esaudire i suoi sogni

LaPresse/Alessandro La Rocca

La stagione 2017 di MotoGp ha regalato emozioni uniche ed incredibili. Marc Marquez ha conquistato il suo sesto titolo Mondiale in carriera, il quarto nella categoria regina, dopo una serie di appassionantissime lotte con Andrea Dovizioso, l’unico che è riuscito a tenere vivo il campionato fino all’ultima gara, quella di Valencia. La Ducati è stata protagonista indiscussa della stagione 2017, non solo con le imprese di Dovizioso, ma anche con gli alti e bassi di Lorenzo e le ottime prestazioni di Danilo Petrucci. Il ternano della Octo Pramac si è piazzato all’ottavo posto, riuscendo a salire sul podio ben 4 volte nell’arco del campionato: un risultato dunque soddisfacente per Petrucci che però punta a migliorarsi sempre più e a raggiungere obiettivi ben più importanti. Soddisfatto e pronto a crescere, il ternano ha raccontato le sue sensazioni post campionato ai microfoni di GpOne.com:

Alla fine quello che conta è il risultato in classifica e ho fatto meglio del 2015, il mio primo anno in Ducati quando ero stato una sorpresa. Lo scorso anno invece era andata diversamente, a causa dell’incidente a inizio stagione e poi alcune gare andate male. È stata la mia migliore stagione in MotoGP, ho fatto quattro podi e altrettante prime file, ma mi è mancato il risultato grosso. Pole e vittoria, ma non erano obiettivi da ottenere a tutti i costi. La cosa importante è stare nelle prime 5 o 6 posizioni in tutte le gare ma non è stato sempre possibile. Ho fatto alcune belle gare ma ce ne sono state altre, direi 2 o 3, in cui ho faticato e non avevo capito cosa fosse successo. Però, prima durante il GP di Valencia e poi nei test, ho capito quale fosse l’origine di quel problemaHo notato che rispetto agli altri piloti Ducati consumo maggiormente la gomma posteriore. Sono aggressivo nella prima apertura del gas, quando c’è molto grip è un aiuto ma quando c’è poca trazione finisco per mettermi in crisi da solo. Sto lavorando su questo punto, e a Jerez ho visto i primi miglioramenti. Il mio piatto forte è sempre stato la staccata, sono uno dei piloti che lasciano i freni più tardi ma anche uno di quelli che accelera prima, con la moto ancora piegata. Le Michelin sono gomme delicate da gestire e surriscaldandole condizioni le tue prestazioniPerché il loro obiettivo è la massima prestazione, quindi portano mescole diverse per ogni circuito. Questo significa che il comportamento della moto cambia molto da una pista all’altra, è una questione di adattare la moto alle gomme e al circuito. Li definirei degli pneumatici ‘da corsa’ perché senti molto la connessione tra il gas e la gomma. Quando sei aggressivo sul gas si scaldano molto e infatti le temperature della mia gomma posteriore era sempre superiore a quella degli altri piloti. Quando succede questo perdi trazione e quindi tempo; dall’esterno potrei dire che sia questo che ha messo in crisi la Yamaha, anche se è solo un mio pensiero. La soluzione? Fare come Dovizioso, non scaldarle troppo, riuscire a non stressarle. Però mica è facile andare piano e contemporaneamente stare davanti a tutti (ride). Comunque ho capito come modificare il mio stile di guida, il difficile sarà rendere tutto naturale. Un aiuto potrebbe arrivare anche dalla moto, infatti anche Lorenzo ha chiesto a Ducati un motore più dolce al primo tocco di gas ma la maggior parte dei problemi derivano dal mio stile di guida”.

In attesa di vedere i piloti sfrecciare nuovamente in pista e sapere cosa la nuova stagione ha in serbo per tifosi, team e appassionati, c’è chi pensa già ad un futuro più… lontano e ad un mercato piloti che si prospetta rovente, con Petrucci richiestissimo:

Personalmente non mi piace l’idea di iniziare le trattative così presto, ma lo capisco, non siamo il calcio dove il mercato si apre e si chiude. Io preferirei rimandare tutto a metà stagione, anche perché all’inizio rischi di non vedere le prestazioni reali di moto e pilotiIl mio obiettivo è quello di andare nella squadra ufficiale Ducati, mi piacerebbe vestire quei coloriSecondo me Lorenzo ha l’intenzione di vincere con la Ducati e Andrea ha già dimostrato di saperlo fare. Quindi dovrei riuscire a fare meglio di uno dei due, vedremo cosa succederà. Certo non partirò davanti a loro due ma a quanti più piloti possibile. Ho un contratto con Ducati per il prossimo anno e un’opzione a loro favore per entrare nel team ufficiale nel 2019, quindi in un certo senso è tutto nelle mie mani. Sono stati molto generosi a inserire questa opzione nel contratto, ora tocca a me. Il prossimo sarà il mio ottavo anno in MotoGP e mi sento pronto per una squadra ufficiale. Il mio sogno è quello di restare in Ducati, come ho detto mi sono stati vicini in questi ultimi anni e vorrei ripagarli per questa fiducia”.

La stagione 2017 di MotoGp ha regalato battaglie al cardiopalma, tanti corpo a corpo, bagarre incredibili e contatti da lasciare senza fiato, come la strepitosa gara di Phillip Island. Danilo Petrucci sembra essere uno dei piloti più temuti, probabilmente insieme a Iannone e Zarco, nelle situazioni di corpo a corpo, complice anche il suo fisico imponente, tanto che Marquez ha ammesso di aver paura di lui:

L’ha rivelato anche a me (ride), ha detto che sono difficile da passare anche quando vado lento. A parte che l’80% delle volte Marc è più veloce, ma capita che nei turni di prova uno stia magari usando gomme usate e l’altro nuove e, anche in quelle occasioni, è complicato superarmi in staccata. Effettivamente quando c’è un contatto non sono io ad avere la peggio, gli altri piloti stanno attenti con me. È anche il mio stile di guida ad aiutarmi in quei casi perché freno tardi. Chi mi spaventa? Quest’anno ho avuto la possibilità di battagliare con Marquez a Misano e in quell’occasione mi ha lasciato a bocca aperta. Aveva tutto da perdere, c’erano condizioni difficili, mi ha fatto un sorpasso folle e subito dopo il giro veloce della gara. Non so come abbia fatto a stare in piedi e neanche io per cercare di andargli dietro (ride). Ma non è stata l’unica occasione. A Motegi. Marquez è molto forte perché non ha paura di niente, ma anche Dovizioso non scherza. Loro due, nel GP del Giappone, hanno fatto paura e io ho dovuto lasciarli andare. Guidare così forte con tutta quell’acqua era da pazziChi mi dà problemi in frenata? Valentino, sono riuscito a passarlo poche volte in staccata. È difficile fregarlo in un testa a testa perché sembra conosca tutte le mosse”.

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