F1, Hamilton benedice… Budapest: “quell’ordine di scuderia ha cambiato qualcosa dentro di me”

LaPresse/Reuters

Nel corso della consegna dei premi della FIA, Lewis Hamilton ha parlato della sua stagione, indicando il Gp di Budapest come il punto di svolta

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Mancava solo la cerimonia della consegna del premio per coronare e chiudere lo stupendo 2017 di Lewis Hamilton, una stagione esaltante conclusa con la vittoria del quarto titolo mondiale. Una lunga rincorsa caratterizzata dal complicato duello con Vettel e dalla nuova convivenza con Bottas, rivelatasi poi utile per sconfiggere la Ferrari. Proprio l’episodio avvenuto con il compagno di squadra a Budapest ha fatto scattare qualcosa in Hamilton, come dichiarato da lui stesso alla consegna dei premi FIA:

E’ stato un qualcosa di positivo lasciare passare Valtteri e concludere al quarto posto. Sono arrivato alla pausa estiva e mentalmente mi sono imposto di non trovarmi nella posizione di dover far decidere al team chi di noi due si sarebbe dovuto trovare in prima o seconda posizione. Da quel momento ho deciso che in ogni occasione mi sarei dovuto trovare davanti per evitare il ripetersi di indicazioni come quelle avvenute a Budapest o simili. Ho appreso quanto accaduto nel corso della prima parte della stagione ed ho messo in pratica gli insegnamenti per la seconda metà. Lo scorso anno abbiamo perso un membro del team perché ha deciso di ritirarsi ed io ho deciso di portare qualcosa di nuovo nella squadra per condurla alla conquista del titolo ed è quello che ho fatto. Quando ti trovi in lotta con il tuo compagno di squadra l’energia all’interno del team è totalmente differente. Nel corso delle riunioni con gli ingegneri, quando vedevo il lavoro che avevano svolto e quello che avevano pianificato il loro obiettivo era sempre quello di battere la Ferrari e restare il team di riferimento. E’ stata una situazione diversa rispetto a quella del 2016 dove non importava quale dei due piloti della scuderia avrebbe vinto. Ho avvertito delle sensazioni differenti. Quando loro ripongono la fiducia nelle tue qualità per sconfiggere una vettura rivale c’è un impegno diverso da parte di tutti. E’ come se le forze dei singoli si unissero per raggiungere un unico obiettivo comune. Ci ho messo 10 anni a conquistare 4 titoli, quanti anni dovrei ancora correre per battere Schumacher? No, il mio desiderio al momento non è raggiungerlo ma sarebbe figo eguagliare Juan Manuel Fangio. Siccome è mia intenzione correre almeno un altro paio di stagioni, l’obiettivo è fattibile. Ritiro? Adoro le corse, anche se ci sono cose che non mi piacciono nel nostro ambiente. Ma guidare, relazionarmi con il team non ha eguali. Sono convinto che Vettel non commetterà più gli stessi errori, per cui dovrò migliorarmi, se vorrò restargli davanti”.

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