Ciclismo – La ‘tassa sul sudore’ fa indignare, ma il Presidente della FCI respinge le accuse: “se l’ha fatto l’atletica possiamo farlo anche noi”

Renato Di Rocco

Renato di Rocco respinge tutte le critiche sulla Bike Card, ribattezzata tassa sul sudore

In relazione alla nuova convenzione stipulata tra FCI, ACSI e UISP sull’acquisto per ogni singolo tesserato di una Bike Card annuale dal costo di 25 euro, si è scatenata una vera e propria bufera. La Bike Card (ribattezzata sarcasticamente tassa sul sudore) secondo molti non fornirà alcun servizio nelle manifestazioni in cui sarà utilizzabile obbligatoriamente insieme alla tessera EPS. A causa di questo provvedimento, molti ciclisti amatori sono in rivolta contro Renato di Rocco. Il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana ha difeso a spada tratta questo nuovo emendamento e ha spiegato la validità della Bike Card, come riportato dal Corriere della Sera:

“Ma quale tassa la nostra è un’iniziativa politica per combattere chi ci fa concorrenza sleale con i contributi pubblici. I soldi serviranno a gestire servizi comuni come la giustizia sportiva. Non raccoglieremo più di 70-80 mila euro. Chi non vuole acquistare la Bike Card abbandoni gli enti e si tesseri direttamente con noi: siamo i più seri. La Bike Card offrirà comunque anche dei servizi. Quali? Ci penseremo. L’ha fatto l’atletica, possiamo farlo anche noi”.

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