Ciclismo, Renato di Rocco analizza la stagione degli azzurri: “sono orgoglioso dei ragazzi”

Renato Di Rocco

Il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato di Rocco, analizza la stagione 2017 dei corridori italiani

LaPresse/ Marco Alpozzi

La stagione 2017 è stata un vero e proprio successo per l’Italbici grazie alle 73 medaglie conquistate, con 34 ori, 18 argenti e 21 bronzi. Gli azzurri si sono impegnati per cercare di trionfare nelle principali corse WorldTour, agli Europei e Mondiali su strada e su pista sia a livello maschile che femminile. Oggi al Salone d’Onore del CONI, i massimi dirigenti del movimento ciclistico nazionale hanno valorizzato l’ottimo lavoro degli azzurri realizzato in questa stagione. All’evento erano presenti il Presidente del Coni Giovanni Malagò, il Ministro Luca Lotti, il CT della Nazionale Italiana Davide Cassani e il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato di Rocco. Questa stagione ha soddisfatto il Presidente della FCI, come riportato dalla Gazzetta dello Sport:

“mai come quest’anno i successi raggiunti parlano davvero da soli: 73 medaglie di cui 34 ori, 18 argenti e 21 bronzi per una stagione che ci ha reso orgogliosi. È un nuovo record. Tanto più straordinario perché ottenuto nell’anno post olimpico, solitamente un anno di pausa con una riduzione degli standard prima della ripresa del nuovo ciclo olimpico. Nonostante le difficoltà oggettive e i momenti difficili che abbiamo dovuto affrontare, significa che abbiamo messo in moto un processo virtuoso di crescita costante. Grazie ai nostri risultati, abbiamo ottenuto 268 mila euro in più di contributi del Coni, per cui continueremo a fare i debiti se i risultati sono questi”.

Davide Cassani, CT della Nazionale, ha lodato le qualità di Vincenzo Nibali, Fabio Aru e Gianni Moscon:

“il movimento è in salute. L’obiettivo principale del 2018 è il campionato del mondo. Nibali cercherà di rivincere il Tour, Aru cercherà di vincere il Giro. Sono tanti i ragazzi in rampa di lancio, il primo nome che mi viene in mente è quello di Moscon”.



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