Ciclismo – Gianluca Brambilla fissa i suoi obiettivi per il 2018 ed a SportFair confessa: “punto la top ten del Giro d’Italia”

gianluca brambilla

Dal raduno della Trek Segafredo, Giancluca Brambilla, svela a SportFair il suo obiettivo principale per la prossima stagione: arrivare nella top ten del Giro d’Italia

La stagione 2018 della Trek Segafredo è iniziata al Picciolo Etna Golf Resort di Castiglione di Sicilia. La squadra diretta da Luca Guercilena ha tante ambizioni per il prossimo anno, come la vittoria di un grande giro o di una classica. Tra i volti nuovi della Trek Segafredo c’è Gianluca Brambilla, ex scalatore della Quick Step Floors. Il 2018 è l’anno del Mondiale di Innsbruck e le abilità del neo corridore della Trek Segafredo potranno essere molto utili alla causa azzurra. Ai microfoni di SportFair, Gianluca Brambilla ha svelato i suoi obiettivi: “appena avrò tempo andrò a vedere alcune tappe del Giro come lo Zoncolan, che reputo una tappa abbastanza decisiva, la crono Trento-Rovereto e poi Bardonecchia. Il mio obiettivo è la classifica generale, ma vado con i piedi di piombo e punto alla top ten e una vittoria di tappa”. 

Il Mondiale di Innsbruck, in Austria, sarà un percorso adatto agli scalatori puri. Davide Cassani ha ribadito nei giorni scorsi che il tracciato sarà molto difficile e pretende dagli azzurri la massima concentrazione durante tutta la stagione 2018. Gianluca Brambilla su questo tema ha dichiarato: “ho già parlato con Cassani. Bisognerà essere competitivi al ridosso del Mondiale. Per fare questo bisognerà disputare la Vuelta che dà una marcia in più soprattutto nei Mondiali duri. Per ora rimango concentrato con i miei obiettivi”. 

Questa stagione Tom Boonen ha deciso di ritirarsi dal ciclismo professionistico. L’olandese è stato compagno di squadra alla Quick Step Floors di Gianluca Brambilla. Il corridore della Trek Segafredo ha lodato le qualità dell’ex corridore belga: “ho imparato abbastanza da lui. Era specialista di molte corse come la Parigi-Roubaix e il Giro delle Fiandre. Il suo modo di porsi e di approcciare i training-camp era esemplare: era il primo a fare esercizi, agli allenamenti e questo insegnamento mi è stato trasmesso”.

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