Ciclismo – Caso Froome, UCI e Sky costretti a vuotare il sacco: il retroscena che lascia di stucco

froome FLOP: il Keniano Bianco è riuscito a conquistare la doppietta Tour-Vuelta, ma nelle ultime settimane è stato accusato di doping proprio nella corsa iberica. Il capitano del team Sky rischia una lunga squalifica e di perdere credibilità.LaPresse/EFE

Chris Froome e la positività ai test antidoping: sorprese e clamorosi retroscena. Un annuncio… costretto?

Il mondo del ciclismo è stato colpito ieri da una notizia che ha lasciato tutti senza parole: Chris Froome è risultato positivo al test antidoping effettuato durante la Vuelta di Spagna. Nelle urine del britannico del team Sky è stato trovato un sovradosaggio di salbutamolo, una sostanza usata da Froome per combattere l’asma. Il capitano del team Sky dispone di una TUE per uso terapeutico, ma la quantità della sostanza trovata nelle sue urine supera di ben 1000 nanogrammi il limite massimo consentito. Al momento la Federazione non ha preso provvedimenti nei confronti di Froome, che però rischia di perdere il titolo della scorsa Vuelta di Spagna, ma anche di dover rinunciare a molte importanti corse della prossima stagione. Tante polemiche, ma anche tanti clamorosi retroscena, con uno in particolar modo che lascia tutti di stucco: Froome e il team Sky erano stati informati dall’UCI della positività del britannico lo scorso 20 settembre, quando il corridore vinceva il bronzo mondiale nella cronometro. Fin qui, niente di clamoroso: a lasciare sorpresi è il dettaglio che l’UCI e il Team Sky sono stati ‘costretti’ ad uscire allo scoperto e annunciare la positività di Froome. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport infatti “il quotidiano francese Le Monde e quello britannico The Guardian avevano trovato la notizia” così da spingere i diretti interessati a ‘vuotare il sacco’. Quanto sarebbe durato questo silenzio se i due quotidiani non avessero ‘scoperto’ tutto?

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