Nautica: la tecnologia e l’innovazione Suzuki sempre all’avanguardia

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L’innovazione è un tema forte in casa Suzuki, soprattutto quando si parla di motori, ambito nel quale si esprime generalmente lo stato dell’arte della tecnologia

suzuki nauticaIn casa Suzuki tale modo d’interpretare il progresso, trovando continuamente soluzioni migliorative che pongano il Cliente e le sue necessità al centro dell’attenzione, è un vero e proprio must, l’elemento portante del lavoro di tutti. Nell’ambito della divisione Marine, che produce motori fuoribordo per barche e gommoni, tutto ciò si sintetizza nel pay-off “The Ultimate Four Stroke Outboard”, che indica la mission aziendale, ossia la volontà di produrre i migliori fuoribordo quattro tempi presenti sul mercato. Un’espressione che acquista solidità e diviene tangibile quando viene declinata nella gamma dei fuoribordo Suzuki, mostrando tutte quelle peculiarità che nel tempo sono andate ad arricchire ogni singolo motore. Innovazioni utili, divenute necessarie, imprescindibili, che per il Cliente Suzuki sono ormai elementi indispensabili nella scelta del proprio motore. Un elenco di novità tecnologiche arrivate in modo costante sul mercato, a partire dalla realizzazione del primo fuoribordo prodotto da Suzuki, il D55, nel 1965, fino ai giorni nostri con il nuovo DF350A, un gioiello di tecnica. Per stilare una breve sintesi, che comprende quindi solo una piccola parte delle innovazioni apportate nella gamma in 52 anni di attività, basti pensare agli “award” che Suzuki ha ottenuto in ambito nautico dalla NMMA – National Marine Manufacturers Association – la più importante delle associazioni nautiche internazionali che annovera la maggior parte dei costruttori. Si tratta di premi alla tecnologia espressa dai produttori di barche, motori, accessori ecc. che ogni anno vengono assegnati tenendo conto del livello di innovazione che portano con sé e che accreditando il brand e il prodotto cui vengono assegnati, con lo scopo, inoltre, di stimolare l’intero comparto a progredire e a migliorare la propria gamma.

suzuki nauticaIl primo degli otto Innovation Award della NMMA vinti da Suzuki risale al 1987 con il DT200 Exante: un motore a due tempi, dotato di un computer di bordo “parlante”; nel 1997 è stata la volta dei DF60 e DF70: furono i primi motori 4 tempi da 60/70 cv a essere dotati di iniezione elettronica; il 1998 vide Suzuki utilizzare la stessa tecnologia dell’iniezione elettronica su unità termiche di potenza ancora più piccola, sui DF40 e DF50, anch’essi precursori nel mercato; arriviamo al 2003, quando Suzuki lanciò i DF200/225/250, cioè una stessa unità termica declinata su tre differenti potenze: fu il primo motore a 4 tempi V6, con la maggior cilindrata della sua categoria, dotato di doppio albero a camme in testa con fasatura variabile (VVT Variable Valve Timing); nel 2006 Suzuki lanciò un nuovo grande motore, il DF300A il primo 4 tempi da 300 CV; ancora meritevoli di Award, nel 2011, furono il DF40A e DF50A, modelli che portarono in dote il “Suzuki Lean Burn” un sistema che riduce notevolmente i livelli di consumo di carburante e di emissioni di CO2, oltre alla la tecnologia Easy Start (avviamento con un solo tocco); nel 2012 arriva il 7° award con il DF300AP, il top di gamma, che risulta essere il primo motore fuoribordo al mondo dotato di un unico piede che può funzionare, alternativamente, sia come rotante, sia come controrotante; Nel 2014 a essere premiati furono i DF25A eDF30A, due modelli nati da un’unità termica a tre cilindri, di 490 cc, che li portò a essere nella loro categoria di potenza i più leggeri, con soli 62 kg di peso. La grande innovazione fu la presenza di un sistema di alimentazione sviluppato da Suzuki, in grado di consentire l’iniezione del carburante senza l’ausilio della batteria.

Gli Innovation Award NMMA hanno dato lustro e una grande visibilità non solo in termini mediatici, ma sono stati, anche e soprattutto, un segnale di attenzione verso i Clienti, che hanno potuto beneficiare delle diverse soluzioni tecnologiche all’avanguardia, capaci di migliorare l’uso specifico dei motori fuoribordo Suzuki. Gli award premiano alcune peculiarità tecniche, ma le eccellenze di Suzuki nel campo tecnologico sono molte.

Il Keyless Start System, cioè il sistema di avviamento senza chiave in pieno stile automobilistico: una comodità e anche una sicurezza, perché proprio come sulle vetture “alto di gamma” il motore si avvia solo se il trasponder, la chiave elettronica in dotazione, una volta in prossimità del ricevitore, sblocca via wireless l’immobilizzatore, altrimenti attivo. Le potenti centraline ECM a 32 bit di cui sono dotati i motori Suzuki sono capaci di supervisionare e ottimizzare il funzionamento di tutti i principali organi e funzioni presenti su un motore. Parlando solo delle funzioni che il Cliente Suzuki conosce meglio, troviamo i display multifunzione con schermi da 3,5 pollici, che rappresentano una chiara e facilmente comprensibile interfaccia fra motore e chi si trova al timone; ora disponibile anche un sistema grazie al quale la rete di assistenza Suzuki riesce a rimanere vicino al Cliente. Oltre a informare in continuo su consumi, istantanei e medi, sulla velocità, istantanea e media, sulla durata della navigazione, la distanza percorsa, le ore di moto, voltaggio, temperatura dell’acqua di raffreddamento, riserva carburante ecc., proprio attraverso lo schermo il motore può essere messo in comunicazione con l’assistenza autorizzata Suzuki: basterà, infatti, scaricare l’applicazione Suzuki Diagnostic System Mobile e lo smartphone potrà leggere un codice QR generato dalla centralina elettronica del motore sullo strumento in plancia, inviandolo poi in officina. Da quel codice i tecnici potranno desumere lo stato di salute del motore, eventuali anomalie, oltre all’anagrafica e al calendario col quale si sono cambiati olio, candele ecc.

I Suzuki più potenti hanno anche il Suzuki Precision Control, un’altra fiche elettronica anch’essa mutuata dall’automotive. Basata sulla tecnologia “drive by wire”, sostituisce di fatto la giunzione con cavi meccanici fra manette e motore, in luogo dei quali sono installati dei semplici fili elettrici. Così le manette che regolano velocità e cambio, dialogano col motore attraverso impulsi, un modo più preciso, fluido di gestire il motore in navigazione, contribuendo a migliorare anche i consumi. Ma se parliamo di piacere di stare al timone, viene naturale ricordare che i motori Suzuki, sempre quelli dotati di drive by wire, dal 150HP in su, possono essere anche richiesti con il sistema di governo con joystick. Eccezionale in manovra nelle acque ristrette, perché rende semplici anche le cose impossibili, come la traslazione della barca rispetto al proprio asse longitudinale, e assolutamente piacevole, preciso e sicuro anche quando si timona in velocità. Inoltre, le parti meccaniche, come gli alberi motore disassati per bilanciare meglio peso e ingombro dei motori, una serie di collettori di aspirazione davvero efficaci per offrire un ottimale afflusso d’aria all’unità termica, i piedi dov’è contenuta anche la scatola del cambio, che sono un esempio di efficienza idrodinamica, fino alle vernici protettive che, a prescindere dalla livrea nebular balck o white della calandra, realizzano una salda barriera protettiva che rende i fuoribordo Suzuki dei beni durevoli.

In oltre 50 anni di esperienza, Suzuki ha investito molto in ricerca e sviluppo e si è impegnata a innovare spesso tutta la gamma, dai fuoribordo più potenti fino ai trasportabili. È stato un percorso di grande valore, capace di portare grandi benefici ai diportisti, che però non ha esaurito la propria spinta, anzi: la recentissima presentazione del DF350A, il nuovo top di gamma Suzuki, ne è una limpida riprova. Ilmotore 4.4 litri, anima di questo fuoribordo, è un 4 tempi che porta in dote un rapporto di compressione molto elevato 12.0:1 e già questo solo dato potrebbe far capire ai più esperti il carattere grintoso, prestazionale dell’unità termica in questione. Si tratta di un V6 dotato di un sofisticato sistema di alimentazione a due iniettori per cilindro che, sommato alla particolare forma e lavorazione dei pistoni, garantisce una combustione più efficace della norma, migliorando il rendimento complessivo in ogni situazione di carico. A rendere oltremodo efficiente l’alimentazione, poi, contribuisce in maniera significativa il nuovo sistema di aspirazione dell’aria di cui è dotato il fuoribordo, una vera e propria innovazione che ha lo scopo di aumentarne la densità non solo togliendo da essa ogni traccia di umidità, ma riducendone anche la temperatura rispetto all’ambiente di circa 10 gradi. Così l’apporto del comburente, cioè l’ossigeno contenuto nell’aria, risulta essere ancora più efficace tanto da incrementare la potenza erogata di circa il 3%, contribuendo a eliminare il fenomeno del battito in testa che solitamente caratterizza i motori dotati di grande compressione.

Ciò che però rende questo fuoribordo davvero unico, grande non solo per cilindrata e potenza, è il sistema di propulsione di cui è dotato. Parliamo del Suzuki Dual Prop System. Si tratta in pratica della prima applicazione su fuoribordo di un sistema di propulsione a eliche controrotanti sullo stesso asse: due eliche, ciascuna a tre pale, che si muovono in senso contrario. Per arrivare a ciò è stato progettato non solo un piede tutto nuovo ma, soprattutto, una scatola del cambio assolutamente inedita per numero, grandezza e disposizione degli ingranaggi. Ne è scaturito un piede dove, proprio per il contenimento delle dimensioni delle parti meccaniche, vengono messi in risalto parametri di efficienza idrodinamica elevatissimi, che pongono questo nuovo fuoribordo Suzuki ancora una volta ai vertici della categoria.

I vantaggi all’atto pratico per chi sta al timone sono diversi ed eclatanti. Qualcuno ha parlato di una sorta di “trazione integrale” dei fuoribordo, perché effettivamente il motore, disponendo di sei pale, può contare su una maggiore presa sull’acqua. Un “grip” aumentato che ha la capacità di far crescere notevolmente l’accelerazione, eliminando l’effetto evolutivo dell’elica singola sia nella marcia avanti sia indietro, garantendo una precisione di rotta nettamente superiore, facendo cresce anche la velocità di punta. L’innovazione però non è tutto; avere il Cliente al centro dell’attenzione significa, per Suzuki, porre attenzione non solo sulla meccanica o l’elettronica, ma su ogni aspetto del lavoro che i propri uomini portano avanti quotidianamente.

I valori e la mission di chi lavora in Suzuki si ritrovano anche nelle iniziative che il costruttore giapponese, attraverso le proprie filiali nel mondo, la fitta rete di concessionari e le officine di assistenza che presidiano il territorio in maniera razionale e capillare, propone alla propria clientela. Opportunità commerciali, ad esempio, che favoriscono l’acquisto dei motori Suzuki e, attraverso questi, danno la possibilità a tanta gente di provare la sensazione di andar per mare e godere dei piaceri della navigazione. Soluzioni di supporto alla clientela acquisita attraverso sistemi innovativi di gestione delle manutenzioni ordinaria o straordinaria, perché ogni Cliente merita che il proprio fuoribordo sia sempre efficiente, pronto ad assecondare la sua passione per il mare.

Il Cliente Suzuki non è mai solo, nemmeno quando sfortunatamente subisce il furto del proprio fuoribordo. Suzuki, per prevenire che ciò accada, mette a disposizione del Cliente una serie di efficaci sistemi di antifurto, e nel malaugurato caso in cui non bastassero, Suzuki ha in atto un programma denominato “Suzuki DOC”, davvero unico. Sulla gamma dei motori fuoribordo Suzuki, dal compatto DF8A al più potente DF350A, in caso di furto totale durante il primo anno dall’acquisto del motore, il programma Suzuki DOC permette al Cliente di ricevere uno nuovo motore identico al suo, in tempi brevissimi e senza costi aggiuntivi. Una copertura assicurativa di eccezionale valore, unica, proprio come Suzuki.

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