Sci, morte David Poisson – Falle nella sicurezza della pista? Lo sconvolgente scenario della dinamica dell’incidente

LaPresse/SM

David Poisson, sciatore morto in Canada mentre si stava allenando, potrebbe essere deceduto non per uno scherzo del destino, ma per una falla nella sicurezza della pista da sci canadese

David Poisson è morto lunedì a seguito di un’uscita di pista mentre si stava allenando in Canada. Sulla dinamica che ha portato al decesso lo sportivo francese però solo a distanza di due giorni si fa chiarezza, tentando di capire se la pista su cui Poisson stava provando le sue discese, avesse davvero tutti i requisiti per garantire la dovuta sicurezza. La morte della medaglia di bronzo ai Mondiali di Schladming è avvenuta “sul colpo” hanno confermato i soccorritori, come riporta Gazzetta dello Sport, contro un albero dopo che lo sciatore aveva sorpassato le reti di contenimento ai lati della pista di Nakiska.

Quando siamo arrivati abbiamo solo constatato la morte – ha proseguito Adam Loria, portavoce del servizio di emergenza medica di Calgary – Inizialmente avevamo chiamato un elicottero, ma viste le condizioni non è nemmeno atterrato.

Le accuse che per gli addetti alla sicurezza della pista potrebbero essere due: la prima potrebbe essere quella che nel punto fatale a Poisson le reti non erano sufficienti, la seconda accusa invece potrebbe essere quella che incrimina il dettaglio secondo cui le reti si trovavano troppo vicino agli alberi. Michel Vion, membro, della Federazione francese di sci, che ha aperto un’inchiesta sul caso David Poisson, ha poi ammesso:

c’erano almeno due file di reti B nel punto della caduta. Ogni squadra paga l’affitto della pista ed è la stazione che si deve occupare della sicurezza.

Ma l’accusa del membro della Federazione francese è stata immediatamente ribattuta dal responsabile della pista di Nakiska, Matt Mosteller:

Sono le squadre a gestirsi gli allenamenti, a disegnare i tracciati, fanno tutto da soli.

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