Processo Corona, in aula Fabrizio perde la calma: le urla dell’ex re dei paparazzi, prima delle scuse

LaPresse/Stefano Porta

Il processo a Fabrizio Corona prosegue non senza colpi di scena da parte dell’ex re dei paparazzi, ecco cosa è successo ieri durante la testimonianza di Marco Bonato

Dopo un malore che l’aveva colpito in carcere lo scorso 8 novembre, un attacco di panico si era saputo poi, ieri Fabrizio Corona è tornato in tribunale per difendersi. Da San Vittore dove è ancora detenuto, infatti, l’ex Re dei Paparazzi si è recato presso l’aula dove è stato giudicato per l’intestazione della casa di via De Cristoforis a Milano sequestratagli ed acquistata dalla società Fenice. Un’intestazione fittizia per il Pm Alessandra Dolci che ieri ha ascoltato come test l’ex amico di Fabrizio Corona, Marco Bonato. Come riporta il sito di Repubblica.it il testimone ha detto davanti al giudice:

 Quella mattina al telefono mi implorò di andare a Reggio Calabria e intestarmi la casa, perché lui era stato arrestato la notte prima (nel 2008 per la vicenda dei soldi falsi, ndr) e lei (Nina Moric, ndr) era a casa distrutta con un bambino.

Al proseguire della deposizione di Marco Bonato però Fabrizio Corona si fa prendere da un impeto d’ira. L’imputato infatti esplode urlando nell’aula del tribunale di Milano:

Ma lui non è un tecnico! Ma che domanda è? Me le faccia a me le domande!

Il pubblico ministero indignato per tale atteggiamento ha perciò chiesto l’allontanamento di Fabrizio Corona dall’aula. Il Vip però non è stato allontanato ma la presidente del collegio, Gaetana Rispoli ha chiesto a Corona di “evitare questo atteggiamento, mai visto in quest’aula“. A quel punto l’imputato si è riappropriato della sua calma ed ha ammesso:

Sono stanco, ho 44 anni, non ho più voglia di fare le guerre, non cerco più la ribalta mediatica. Non ho una vita, perché l’ho sprecata tutta a lavorare.

 

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