Pista Lunga – Ghiotto da record a Stavanger, le emozioni di Davide: “alle Olimpiadi dirò la mia tra i top”

Le sensazioni di Davide Ghiotto, atleta 23enne azzurro, dopo il record di ieri a Stavanger: suo il primato italiano sui 10.000

Nel 2014, lui che è nato e cresciuto sulle rotelle, ha scelto il ghiaccio inseguendo il sogno dei Giochi Olimpici Invernali. Oggi, dopo lo straordinario record italiano sui 10.000 conquistato nella seconda tappa stagionale di Coppa del Mondo a StavangerDavide Ghiotto (Cosmo Noale Ice) sa bene che quell’illusione a cinque cerchi è ormai una solida realtà. I 12’53″63 trascorsi per percorrere i fatidici 10.000 metri sul ghiaccio norvegese rappresentano un ulteriore salto di qualità per il 23enne di Altavilla Vicentina, capace di migliorare il proprio best di quasi 8 secondi fino a guadagnare la vittoria nella gara di Division B con il terzo tempo assoluto di giornata sulla distanza.

Davide, hai fatto qualcosa di sensazionale. Quali sono state le tue prime emozioni una volta tagliato il traguardo?
“Grande felicità e grande sollievo. Ho lavorato tanto per questa distanza e volevo dimostrare di valerla, di convincermi fosse quella giusta per me. Sapevo che con una sola prova a disposizione non potevo sbagliare, e non essendo uno specialista dei 5000, più ancora del piazzamento in ottica qualificazione contava il tempo. Avevo davvero tanta pressione addosso ed essere riuscito a realizzare questa prestazione mi ha fatto sentire contento e finalmente rilassato”.

Come hai vissuto questi ultimi giorni di attesa?
“Tutti sapevamo che era un appuntamento importante, io per primo. Sentivo di avere buone gambe ma l’insidia in queste circostanze è sempre dietro l’angolo: la cosa più difficile è trovare il giusto compromesso tra gli allenamenti necessari a mantenere la condizione e il rischio di strafare e andare oltre. Il fatto che fosse un all in ha aumentato un po’ l’ansia, ma l’ho gestita bene curando al meglio anche sonno e alimentazione. E alla fine è andata”.

Dagli ori alle Universiadi al quinto posto ai Mondiali di Gangneung fino al primato di oggi, la tua crescita negli ultimi mesi è stata impressionante. Come hai lavorato per riuscirci?
“Il margine di errore in gare come i 10.000 è bassissimo e basta un nulla, anche durante la corsa, per bloccarsi. Si tratta di una distanza che va costruita in precedenza con molta cura ed attenzione: io in questi mesi vi ho dedicato moltissimo tempo insieme al c.t. Marchetto che mi ha supportato in pieno. Ho sempre sperato di veder confermati passo dopo passo i miei progressi ma forse non mi aspettavo nemmeno io un tale miglioramento”.

Ora che hai abbattuto il muro dei 13′ e dopo aver rivisto la gara, pensi di avere ancora margine di miglioramento nel breve periodo?
“Il lavoro più importante arriva propri adesso: questa gara necessita di un’attenzione specifica e combinarla con le altre durante la preparazione non è facile. Il prossimo obiettivo è ora provare ad avvicinare la soglia dei 12’50”, sotto i quali riescono a pattinare solo i migliori al mondo. Io voglio provare a dire la mia a livello mondiale e rivedendo anche i parziali di oggi so che posso lavorare sulla regolarità del passo gara per migliorare la costanza e limare ancora qualche decimo come nella prima parte della prova odierna”.

Quale è l’obiettivo alle Olimpiadi?
“Approccerò la sfida di Pyeongchang con serenità e mente libera: non credo di poter puntare al podio ma a un bel piazzamento sì, e darò tutto me stesso per raggiungerlo. Conosco bene la pista e so che è molto veloce: questo fattore può darmi ancora più fiducia per andare al massimo”.

Non solo tu, oggi anche i tuoi compagni hanno fatto tempi eccezionali. Merito della preparazione di questi mesi?
“Indubbiamente. Con il c.t. Marchetto abbiamo fatto un grandissimo lavoro e fin dall’inizio della preparazione abbiamo notato un trend ancora più positivo dello scorso anno. Così in squadra ad ogni uscita ci motivavamo a vicenda per superare i nostri limiti e migliorare i tempi. La conferma della bontà del lavoro è poi arrivata in ottobre con le prime gare di Inzell, durante il raduno: lì nero su bianco il cronometro ci ha dato ulteriori certezze. Avere compagni che vanno forte è un punto di appoggio e uno stimolo per tutti. Ora penserò alle prossime due tappe per lavorare anche sui 5000 e progredire pure lì”.

Il 2018 sarà un anno chiave per te, e non solo per l’Olimpiade…
“Sì, personalmente voglio anche chiudere il mio percorso universitario in Filosofia all’Università di Trento dove mi mancano solo quattro esami. Prima i Giochi e poi la laurea, lo prometto. Il 2018 sarà un anno di svolta nella mia vita”.

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