MotoGp – Dalle difficoltà in pista al ritiro di Rossi, a tutto Lin Jarvis: “nessun abbaglio! Se Valentino dovesse smettere…”

Le difficoltà Yamaha, l’assenza di Jorge Lorenzo, le vittorie di Vinales e il ritiro di Valentino Rossi: Lin Jarvis analizza la stagione 2017, con uno sguardo al futuro

Una stagione di alti e bassi, quella 2017 di MotoGp, per la Yamaha. Il team di Iwata ha iniziato subito col turbo con le vittorie di Vinales in Qatar e in Argentina, e i podi di Valentino Rossi. Ben presto però sono arrivate le prime difficoltà che hanno messo i bastoni tra le ruote alla Yamaha: problemi che il team giapponese ha fatto fatica a identificare e risolvere per il resto della stagione. Intervistato dai microfoni della Gazzetta dello Sport, Lin Jarvis, team principal Yamaha, ha raccontato la stagione 2017 vissuta dall’interno:

“I problemi sono iniziati prima di Le Mans. A Jerez la prima avvisaglia: lì nel 2016 Valentino aveva dominato, è stata una grande sorpresa vedere quanto abbiamo faticato. La cosa si è ripetuta a Barcellona, altra pista tradizionalmente buona. E ci siamo resi conto di avere problemi su piste con poco grip. Quest’anno abbiamo sperimentato più volte problemi di consistenza delle gomme. Anche se non è una scusa. Michelin ha ribadito che non è cambiata la costruzione del pneumatico posteriore, ma noi abbiamo avvertito qualcosa di diverso. Durante la stagione abbiamo provato tanti telai. Conoscevamo i pro e i contro di quello 2016 e abbiamo fatto uno sviluppo per migliorare la vita delle gomme. In inverno sembrava fossimo andati nella giusta direzione, lo dicevano anche le prime gare. Valentino nei test voleva riprovare il telaio 2016, ma visto che eravamo ancora nei guai, abbiamo anticipato i tempi”.

Un primo anno in Yamaha difficile per Vinales, soprattutto al rientro dalla pausa estiva. Lo spagnolo ha sognato e sperato di poter lottare per il titolo Mondiale, ma le difficoltà con la sua moto glielo hanno impedito, anche se è riuscito ad ottenere un ottimo terzo posto conclusivo, alle spalle di Marquez e Dovizioso:

“È stato un anno duro per lui. Un inverno sempre davanti, vinci le prime gare, hai una fiducia pazzesca e improvvisamente iniziano i guai. Mentalmente è difficile, ancor se erodi un vantaggio di 30 punti. Rossi in questo è più esperto. Maverick non è solo, ha il suo team e niente gli avrebbe vietato di prendere una strada. In Ducati, Lorenzo ha usato sempre le ali, Dovizioso no. Non imponiamo nulla ai piloti”.

In tantissimi pensano che il team Yamaha sia stato ‘illuso’ dalle vittorie iniziali di Vinales, che hanno portato nella direzione sbagliata la squadra, ‘nascondendo’ le problematiche, e che l’assenza di Lorenzo si sia sentita parecchio per quanto riguarda il suo supporto sul lavoro sulla moto:

“nessun abbaglio, c’erano i risultati. Se sei davanti e vinci, pensi sia la direzione giusta. Quel che è successo non è il risultato della mancanza di Jorge, ma della direzione presa. Pure lui ha faticato. Mi sorprende non abbia vinto una gara nel finale, non la fatica iniziale. Ma dopo aver visto quanto la moto fosse competitiva con Andrea…. Dopo il sesto messaggio è stato un po’ bizzarro vedere che non seguiva le istruzioni. Mi sarei aspettato che prima della gara ne avessero parlato e che si sarebbe spostato per vedere se Dovi poteva recuperare”.

Impossibile non parlare della grande sorpresa della stagione 2017, Johann Zarco, sempre in lotta con i migliori e competitivo. Il francese della Tech3 ha lasciato tutti a bocca aperta, e promette grande spettacolo per il futuro:

“mi ha impressionato in pista e fuori. Non era la prima scelta di nessun team, ma ora tanti sono interessati. Ktm per esempio. Prima dobbiamo scegliere che strada prenderemo. La 2016 non è quella giusta per vincere. Di sicuro non gli daremo la moto di fine 2017”.

Recentemente Valentino Rossi, durante un’intervista a Suzy Perry per BTSport (clicca qui per l’intervista completa), nel weekend di Valencia, ha ammesso che il ritiro lo spaventa, ma Jarvis non sembra preoccupato. Il team principal Yamaha ha pronte delle ‘alternative’ al Dottore, che però dovrà decidere ancora se continuare dopo la scadenza del suo contratto:

“La sua motivazione dipenderà anche dalle prestazioni della moto. In inverno spero di riuscire a parlare con lui per capirne le intenzioni, ma credo che deciderà dopo 3-4 gare. Se dovesse smettere saremo preparati e, di sicuro, Zarco sarà uno dei candidati. Il 2018 sarà importante, tranne i piloti di Marc VdS e Crutchlow, tutti saranno liberi”.

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