Juventus, processo Alto Piemonte. I pm svelano: “così la ‘ndrangheta incontrava Agnelli, Buffon e Marotta”

Daniele Badolato / LaPresse

I pm del processo Alto Piemonte svelano il ‘salto di qualità’ della ‘ndrangheta all’interno della curva della Juventus. “Così si incontravano con Agnelli, Buffon, Marotta e Conte”

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Processo Alto Piemonte, quello che ha portato allo scoperto l’ascesa della ‘ndrangheta nella curva della Juventus. Ieri il rinvio della sentenza d’appello per il presidente bianconero Agnelli, già condannato in primo grado a un anno di inibizione e 300 mila euro di multa. Come si legge nel Corriere della Sera, questo il testo svelato dai pm che raccontano quanto accadeva nella curva della Juventus:

“Sino a qualche anno fa i gruppi organizzati di ultrà acquistavano dalla Juventus, in violazione delle norme di legge che regolamentano gli eventi calcistici, quote di biglietti d’ingresso allo Juventus Stadium (nell’ordine di centinaia), che poi rivendevano abusivamente a prezzo maggiorato, per dividersi gli utili. I gruppi ultrà un tempo trattavano la quota biglietti direttamente con la società calcistica, per il tramite dei loro leader”. La ‘ndrangheta partecipava all’affare attraverso il controllo e la protezione dei vari gruppi di ultrà. Quindi con un’intermediazione. Poi, qualcosa è cambiato. È con l’ingresso dei Dominello nel mondo del tifo che – secondo la Procura di Torino .- la ‘ndrangheta avrebbe intrecciato un rapporto “diretto” con la società, attraverso, anche, i rapporti con persone assunte dalla Juventus, nei cui uffici, precisano i pm, Dominello avrebbe “ottenuto abituale accesso”. Secondo la procura poi, è “pacifico anche il fatto che, grazie alle entrature procurate da Germani, Dominello potesse incontrare il direttore tecnico del Club, Marotta, l’allenatore Conte, il capitano Buffon e anche il presidente del club, Agnelli. La Juventus comunque, è giusto sottolinearlo, si è sempre dichiarata ‘vittima inconsapevole’”, scrivono i pm.

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